Pochi recanatesi hanno potuto osservare una singolare particolarità dello stemma del leone, simbolo della città di Recanati, posto sulla facciata ovest della torre del borgo che guarda verso Corso Persiani. Un leone decisamente virile con attributi umani, posti bene in evidenza, quasi ad avvertimento che la città era pronta ad affrontare qualsiasi minaccia con forza e coraggio.
Non è chiaro se si tratti dello stemma di Recanati ma sicuramente ha una stretta parentela con quello di Norcia, anch’esso con gli attributi sessuali in vista. Era un tempo norma ricorrente raffigurarli così tant'è che quelli che non avevano questi particolari in vista venivano chiamati leoni Castrati. Chissà quali legami c'erano tra le due città?
Sergio Beccacece, direttore del corso di storia dell’Università Permanente, non perde occasione di riportare l’attenzione verso questo bassorilievo sotto al quale ve n’è un altro con caratteristiche meno ardite. Il più antico, scolpito su pietra arenaria, afferma Beccacece, è posto in alto e ha un aspetto più selvaggio e aggressivo con l’occhio che sembra sporgere dalle orbite. Le zampe hanno lunghi artigli con l’arto anteriore sinistro che sembra reggere l’impugnatura di un’arma, forse un gladio, mentre il destro è chiuso a pugno. Mostra un ringhio a denti scoperti con la lingua ben visibile così come gli attributi genitali di non piccole proporzioni e di forma più umana che animale. Un aspetto sorprendente di rappresentazione antropomorfica per rimandare a particolari quali forza, determinazione, orgoglio, potenza e vigilanza, corrispondenti alla città e ai suoi abitanti. Certamente è più antico dell’altro e verosimilmente coevo rispetto alla costruzione della torre (XII sec.).
L’altro leone posto subito sotto, in marmo bianco, è attribuito al Sansovino. Estremamente più elegante del primo, porta la spada nella zampa anteriore destra e in testa ha la corona. E’ più aulico e meno aggressivo. Secondo la tradizione locale questo leone è “l’erede dello stemma di Pompeo” com’è scritto nella pietra di destra posta sopra l’orologio: “Pompeii stemmatis Haeres”.
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