Le cornee e le valvole del cuore di Andrea daranno la vista e la vita ad altre persone

Sarà la cattedrale di San Flaviano ad accogliere oggi pomeriggio la salma di Andrea Pavoni, il giovane recanatese morto mercoledì scorso in seguito ad un incidente in moto avvenuto lungo l’A14, poco prima dello svincolo di Porto Recanati. Il funerale è stato fissato per le ore 16.

Per consentire agli amici e parenti di poter vedere il povero Andrea per l’ultima volta sarà allestita questa mattina la camera ardente nell'obitorio dell'ospedale Torrette di Ancona dove finalmente anche la mamma, Norma Stramucci, il papà Giancarlo, la sorella Ilaria e il fratello Paolo lo potranno riabbracciare.  

Nel pomeriggio di ieri è stata eseguita l’autopsia dal medico legale Antonio Tombolini come disposto dal sostituto procuratore Enrico Riccioni. Il referto ufficiale sarà reso noto a giorni.  L’esame autoptico, ha evidenziato comunque la frattura di entrambi i polsi , conseguenza del gesto istintivo dei motociclisti che, di fronte a un ostacolo imprevisto, stringono forte il manubrio e poi con l’impatto le ossa si fratturano. Una sbarra metallica dietro al camion ha poi sfondato il cranio a Pavoni che aveva anche altre fratture alla schiena. I medici del 118 hanno tentato di rianimarlo, ma il cuore ha smesso di battere in ambulanza: per lui non c’è stato nulla da fare.

Gli amici di una vita si sono stretti in queste ore intorno al dolore dei suoi e su facebook è tutto un susseguirsi di ricordi e di commozione. Andrea Pavoni si era iscritto all’Aido e la famiglia, che non sapeva nulla di questo suo gesto, ha accolto con gioia questa sua volontà espressa in vita autorizzando l’espianto degli organi. Per i suoi cari, possiamo immaginare, questo atto potrà forse essere di consolazione. Riavranno infatti la vista tre persone e alcuni bambini saranno salvi grazie alle valvole del suo cuore.  D’altra parte Andrea era noto a tutti  per la sua disponibilità, per essere stato un ragazzo estremamente sensibile, capace di soffrire profondamente di fronte alle ingiustizie.

Forse per questo Andrea non ha disdegnato nella sua breve vita di fare mestieri, come quello di cameriere, che nulla avevano a che fare con i suoi studi (era laureato in economia e commercio). La sua grande passione era la moto ma che guidava seguendo una sua precisa etica, e cioè non correva ed era prudente.

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