Lo stop al project per il recupero della Scuola B. Gigli: quale la verità?

Abbiamo letto in questi giorni dello stop da parte della Fondazione Ircer al project avente ad oggetto la concessione di servizi di assistenza sociale e la ristrutturazione dell’edificio della ex Scuola B. Gigli. Sembrerebbe che il “ripensamento” sia motivato dai risultati di uno studio secondo il quale la percentuale del contributo a carico del Comune non rispetta più il nuovo Codice degli appalti entrato nel frattempo in vigore essendo superiore al limite del 30% del valore complessivo dell’opera (tale risulterebbe dal progetto presentato).

Mi sono più volte espressa contro l’operazione che ho sempre ritenuto non rispondente alle esigenze di avere nuovi edifici scolastici, moderni ed in grado di ospitare più scuole anche di diverso grado, estranea alle finalità dell’Ircer, incerta quanto agli equilibri economici e finanziari, confusa circa gli obiettivi, inconciliabili le esigenze della popolazione scolastica con quelle degli anziani, rischiosa per le casse dell’Ircer.

Dovrei quindi essere contenta che al momento l’operazione è congelata o addirittura impossibile da condurre a termine. Ma al di là di tali considerazioni, non solo personali ma anche del gruppo che rappresento, non posso non rammaricarmi se verrà perso il finanziamento e con esso la possibilità per Recanati di avere un edificio scolastico rinnovato e sicuro e non posso non censurare l’iter della vicenda, l’approssimazione di chi l’ha voluta e condotta, lo spreco di energie, gli errori compiuti.

Si, perché la storia del nuovo codice degli appalti non solo non mi convince ma è smentita dai fatti: intanto l’art. 153 del codice su cui si è basato il project non è stato cambiato dalla riforma, poi le nuove norme sono entrate in vigore il 19 aprile di quest’anno e se il bando per la gara veniva pubblicato prima di tale data si evitava che venissero applicate. E tempo ce n’era perché la Regione Marche già prima del 19 aprile aveva reso nota la graduatoria degli interventi ammessi al finanziamento e bastava che gli uffici fossero pronti a pubblicare il bando, cosa per la quale avrebbero dovuto essere organizzati da almeno un anno visto che il progetto era stato approvato dal Consiglio Comunale il 30 marzo 2015 e la Giunta il 27/02/2016 aveva deliberato solo un aggiornamento dello stesso.

Allora delle due l’una: o è stata sottovalutata la nuova normativa (che peraltro era nota da tempo seppure non ancora in vigore) e la cosa sarebbe grave perché significa che la macchina amministrativa non funziona oppure quella del Codice degli Appalti è solo una scusa. Io propendo per la seconda ipotesi e per un cambio di rotta da parte della Fondazione Ircer. Il sospetto è che i conti non tornano e che l’operazione così come confezionata ed approvata è un salto nel vuoto. E allora di chi la responsabilità? Certamente dell’organo politico che ha forzato la mano per l’approvazione e poi non ha saputo portarla a termine.

E poi mi voglio mettere nei panni di quei consiglieri comunali di maggioranza e di quegli amministratori dell’Ircer che in ragione di alleanze politiche ed elettorali hanno votato un progetto che magari non condividevano del tutto valutando comunque positivo che finalmente l’edifico della ex scuola venisse recuperato e che oggi si ritrovano con niente in mano. La stessa cosa che è successa con l’accordo del 2010 con l’impresa Lorenzini che avrebbe dovuto realizzare in pochi mesi la nuova scuola materna in via Vinciguerra. Per non parlare del nuovo campo sportivo di cui non vi è traccia. Intanto i finanziamenti corrono il pericolo di essere persi e non abbiamo nuove scuole a differenza di comuni limitrofi che hanno saputo programmare ed investire.

Sono ancora disposti ad avallare progetti che non portano da nessuna parte, che impegnano per mesi gli uffici, che sottraggono energie ad altre iniziative, che sono frutto di approssimazione e di alchimie, che non si collocano all’interno di una programmazione seria e a lungo termine?

Oppure sono pronti a ragionare su un piano di investimenti per la scuola che possa condurre anche la nostra città ad avere nuovi e moderni edifici?

Vedremo. Intanto continuiamo a girare a vuoto (tranne che per feste).

Sabrina Bertini

Lista civica “In Comune”

 

.

 

 

 

;

Lascia un commento