L’anticorruzione di Cantone contesta violazioni relative al Centro Città

Il Project Financing del Centro Città, finisce sul tavolo della Procura della Repubblica di Macerata e dei giudici della Corte dei Conti. L’iniziativa parte niente meno che dall’Autorità Nazionale Anticorruzione di Cantone, dopo che due anni fa ricevette dall’allora consigliere regionale di Forza Italia, Enzo Marangoni, un esposto nel quale si segnalavano alcune presunte irregolarità del progetto che contemplava una parte residenziale, viabilità e un mega parcheggio. L’Area vigilanza contratti dell’Anac, infatti, ha inviato al Comune di Recanati una contestazione formale di diverse violazioni e l’invito “a comunicare le misure che intende adottare in ordine alla concessione in corso e alle opere realizzate, alla luce dei rilievi evidenziati.” L’atto di contestazione viene trasmesso anche “alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Macerata, nonché alla Procura regionale della Corte dei Conti.” Fra le violazioni contestate vi è quella che riguarda lo sdoppiamento della concessionaria in due distinte società di progetto: da un lato la costruzione delle opere, dall'altro la gestione dei parcheggi, mentre per l’Anac in capo al Concessionario privato dovrebbero gravare tutti i rischi dell'operazione economica, da quelli inerenti alla costruzione delle opere a quelli riguardanti la gestione e la finanza delle stesse con il fine di ripagare l'investimento. Punto cardine della contestazione, inoltre, è la violazione di aver “il Comune artificiosamente classificato come opere complementari i due impianti di risalita (dal parcheggio al centro storico) che erano già presenti nel progetto Centro Città, quindi già previsti.” Il Comune sarebbe  ricorso a questo artificio per rifinanziare i due ascensori con i fondi regionali ottenuti per la realizzazione di un terzo impianto inizialmente previsto in zona Duomo. “In sostanza, sul piano procedurale e tecnico è stata simulata un’aggiunta fittizia, con una progettazione esecutiva esterna alla concessione, a cura dell'area tecnica per l'importo di circa  800.000 euro.” L'eliminazione dell'ascensore nella zona del Duomo, inoltre, per l’Anac “ha arrecato uno svantaggio ai cittadini residenti in località più periferiche: essi infatti sono stati privati di un impianto di risalita che, si deve ritenere, avrebbe costituito un beneficio in termini di fruibilità complessiva del centro.” La delibera è articolata ed approfondisce molti aspetti del project fra cui anche la presunta violazione per la corresponsione, in parte non dovuta, al personale dell'Ufficio tecnico dell'incentivo per la progettazione dei due impianti di risalita meccanizzata del Cento Città.

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