Oggi alle 12.30 la commissione bilancio, convocata inizialmente solo per discutere il Dup, il documento unico di programmazione che dovrà essere approvato dal Consiglio comunale lunedì prossimo alle ore 21, affronterà anche la delibera dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che contesta una serie di 9 violazione al project del Centro Città 2.0. Intanto vanno all’attacco le forze di minoranze. Sabrina Bertini, della civica In Comune, invita senza mezzi termini la giunta e il sindaco ad andare a casa. “Sono amareggiata nel constatare che Recanati è nelle mani di incompetenti per non dire peggio. Mi auguro solo che non vi siano conseguenze per i conti pubblici.” Bertini respinge anche il tentativo, definito sciocco, di scaricare parte delle responsabilità sulla passata amministrazione Corvatta sostenendo che c’è un vizio all’origine del project che risale al 2007. “Ma sono stati loro, come affermano in un comunicato, ricorda il consigliere, ad aver incaricato un legale, nel dicembre del 2009, per verificare se tutto era in regola sperando di trovare un appiglio per annullare il contratto. Il parere legale confermò invece che tutto era in regola.” Maurizio Paoletti, della civica “Per una Recanati migliore”, e Susanna Ortolani di 5 stelle battono entrambi sull’emblematica vicenda dei due ascensori al servizio del parcheggio che erano contemplati nel progetto originario e quindi, sostengono, dovevano essere costruiti dal privato. Invece il Comune che fa? “Adotta, dicono Paoletti e ortolani, una delibera di giunta il primo giugno del 2013 con cui li stralcia dal project e poi, nello stesso giorno, adotta un’altra delibera in cui i due ascensori ricompaiono finanziati non più dal privato ma con fondi pubblici.” L’importo è di circa 800.000 euro: dove li prende il Comune questi soldi? Si fa dare l’autorizzazione dalla Regione ad utilizzare i 396.000 euro destinati per la costruzione di un ascensore in zona Duomo di Recanati mentre gli altri 404.000 euro li mette il privato che viene ricompensato con la proroga della concessione dei parcheggi da 45 a 99 anni. “Quindi, come sostiene l’Anac, conclude Paoletti, viene sottratto l’appalto del servizio dei parcheggi al libero mercato e, altra irregolarità evidenziata dall’Anac, affidano la loro realizzazione a trattativa diretta al privato pur in presenza di un finanziamento pubblico di 396.000 senza nessuna gara pubblica. Anzi l’Anac quantifica pure i ribassi medi (in quel periodo si aggiravano sul 23,4%) e quindi quanto avrebbe potuto risparmiare il Comune nella realizzazione dell’opera se si fosse svolta una gara pubblica come richiedeva la norma.”
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