Si complica la vertenza Teuco con la richiesta della azienda di sostituire il prossimo anno il contratto di solidarietà che riguarda circa 190 dipendenti con la cassa integrazione straordinaria per circa 65 di loro. Si è aperto per la famosa ditta di arredobagni, oggi sotto il controllo per l’80%della Certina Hoding e per un 20% della Fimag del gruppo Guzzini, un serrato confronto con le organizzazioni sindacali.
Marco Ferracuti, segretario regionale Cisl, dice che è una delle vicende più intricate della sua lunga carriera di sindacalista: “di positivo c’è che l'azienda ha aperto alla nostra richiesta di prosecuzione di un ammortizzatore sociale per l'anno 2017 ma la sorpresa è stata la notizia che vogliono cambiare il tipo di ammortizzatore sociale: non la solidarietà ma la cassa integrazione straordinaria. Questo significa che nel 2017 se dovessimo applicare la solidarietà dal primo gennaio 2018 al 24 settembre 2020 avremo altri nove mesi di ammortizzatori sociali, altrimenti con la straordinaria solo 4 mesi e mezzo: non è certo poca cosa per i lavoratori.”
Ma perché l'azienda vuole utilizzare la straordinaria piuttosto che la solidarietà? Perché con la straordinaria, spiega Ferracuti, i lavoratori coinvolti potrebbero, per tutto il 2017, stare a zero ore, quindi alla fine dei 12 mesi quei lavoratori considerati in esubero si troverebbero automaticamente fuori dall’azienda.
“Detto così sembra brutale, aggiunge, però anche i lavoratori della Teuco avevano concordato questa impostazione perché è importante sapere 12 mesi prima quelli che saranno espulsi dall'azienda perché per loro si può programmare una formazione e riqualificazione.”
Ferracuti fa presente che hanno già preso contatti con l'assessore regionale al lavoro per fare una mappatura dei bisogni formativi delle aziende dell'area del recanatese e così programmare la formazione: “questa sarebbe la vera scommessa per il futuro, significa fare politiche attive del lavoro e sfruttare le attitudini del lavoratore per fare in modo che acquisisca altre competenza e professionalità. In questo si può anche attingere a fondi europei con un bando a occupazione garantita”.
Rimane in piedi anche, per i lavoratori della Teuco, il problema delle ferie: il loro contratto prevede 5 settimane di ferie e l’azienda chiede ai propri dipendenti di rinunciare ad una settimane nel 2017 e di congelare i 15 giorni di ferie residue, in quanto per loro rappresentano un costo.
Infine altro grosso problema da affrontare è il ritardo nel pagamento delle mensilità e il tfr per i lavoratori che usciranno dall’azienda che la Teuco chiede che sia pagato in 21 rate. Giovedì prossimo si ritorna a trattare con la speranza di superare queste criticità troppo pesanti da accettare per i lavoratori, semmai è sciopero.
foto da cronachemaceratesi.it
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