Alla fine non ce l’ha fatta a reggere le avverse condizioni che, anno dopo anno, hanno minato la sua attività, la pizzeria di Piazzale Europa. Così l’altro giorno Fabio Palazzo ha consegnato le chiavi al Comune, proprietario del locale, e ha abbassato definitivamente la saracinesca. “Una decisone, ci dice, divenuta ormai necessaria dato che non potevo continuare a tenere aperta un’attività che non riusciva neppure a coprire le spese.”
La chiusura è dovuta non solo alla crisi, che attanaglia da tempo il commercio, ma anche da una serie di circostanze sfavorevoli che lo hanno preso di mira. Prima nel 2014 c’è stata l’apertura del cantiere nell’area antistante il suo esercizio per la realizzazione del supermercato e della piazza a servizio del quartiere di Villa Teresa: per quasi un anno, a causa di quei lavori, la pizzeria è stata tagliata fuori da qualsiasi collegamento con la vicina scuola elementare di via dei Politi da cui l’attività ricavava un certo provento.
Terminati i lavori e ritornati ad uno stato di normalità ecco giungere un’altra batosta: la chiusura, neanche a farlo apposta, della stessa scuola per lavori di ristrutturazioni dell’edificio e il conseguente trasferimento di tutte le classi in altri plessi scolastici. A questo punto tenere aperto ancora il locale, con l’affitto da pagare e le utenze da onorare, è proprio divenuto impossibile: da qui la decisone di ritirarsi dall’attività ed anticipare la pensione. Inutili i tentativi di chiedere un indennizzo al Comune o alla ditta edile o di convincere l’amministrazione ad abbassare l’affitto o congelarlo sino al superamento di queste obiettive difficoltà. In queste condizioni non è stato possibile neppure cercare di cedere l’attività ad altri perché nessuno si è dimostrato interessato malgrado Palazzo fosse anche disposto a cedere l’esercizio a prezzi stracciati.
Le avversità per lo sfortunato titolare della pizzeria iniziarono, a dire il vero, quattro anni prima quando si ritrovò da un giorno all’altro licenziato come attacchino, attività che svolgeva da 14 anni, perché la ditta, per la quale lavorava, avrebbe avuto in tal senso indebite pressioni (almeno questo è quanto ha sempre sostenuto il commerciante). Allora lo stipendio da attacchino gli permetteva di pagare il mutuo che aveva contratto con una banca locale proprio per aprire la pizzeria ma, purtroppo, ad un certo momento si è trovato senza stipendio, con un mutuo da pagare e con una pizzeria tagliata fuori dal resto del quartiere.
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