NO, non basta un sindaco in piazza

Il risultato del referendum di domenica scorsa è sicuramente una vittoria, una vittoria degli italiani non di uno o più partiti. L’altissima affluenza sta a dimostrare come la nostra Costituzione sia tenuta in altissima considerazione dal popolo italiano che non la lascia stravolgere dal primo Verdini che passa sottobraccio ad una Boschi qualsiasi. Probabilmente chi si è schierato per un simile stravolgimento della nostra carta costituzionale non ha tenuto in considerazione l’intelligenza e la consapevolezza dei propri concittadini. Poteva finire qui, con i fautori del SI che prendevano atto della propria sconfitta e iniziavano a ripensare le loro idee con calma ed in silenzio. Invece no. Incredibile ma vero, hanno vinto loro, il PD non perde mai. Vogliono ripartire da quel 40%, come i migliori scalatori di specchi, come se quei voti appartenessero a loro. Secondo noi, più verosimilmente, non è così dal momento che il voto era sulla riforma costituzionale e non sul governo. Siccome però loro non sbagliano mai, noi li vogliamo assecondare nel loro ragionamento ma, a questo punto, sorge un piccolo problemino per il nostro sindaco, renziano di ferro che si è speso senza sosta per il SI. E sì, perché, dati alla mano, sembrerebbe proprio che i suoi concittadini lo abbiano voluto avvertire che quello che sta facendo non piace poi così tanto. Quel suo sbandierato 56,6% preso alle amministrative su una percentuale di votanti del 66,13% , è decisamente ridimensionato dal 42,04% (preso dal SI) su una percentuale di votanti del 72,31% . La matematica non è un’opinione e se col 40% hanno vinto a livello nazionale, a livello locale la batosta è madornale. I nostri amministratori a livello regionale e di riflesso a livello locale, dovrebbero ricominciare non da quel 40 per cento virtuale, ma si confrontassero piuttosto con la realtà locale pensando a come rimediare, se davvero lo vogliono, ai tanti disagi imposti facendoli passare per riforme.

;

Lascia un commento