LO SBOCCO DEL REFERENDUM
Anche a Recanati,come nel resto del Paese,con un risultato opposto alla mia scelta, è prevalso il NO al referendum sulla riforma costituzionale.
Da parte mia nemmeno un barlume di perplessità sull’accettazione piena di questo risultato, lo pretende il minimo dell’educazione democratica.
Ma non ci si può sottrarre, per questo, ad una lettura critica di tale esito.
Il voto, nella quasi totalità, non ha fatto riferimento al contenuto del referendum, che era soprattutto quello dell’abolizione del bicameralismo perfetto ormai presente solo in Italia ed all’origine nemmeno sostenuto da tutti i Partiti dell’Assemblea Costituente, ma ad un giudizio sul comportamento del Governo in carica e sul suo leader.
La radice di questo giudizio,nettamente negativo,nella maggioranza dei casi va cercata nell’incertezza sul nostro futuro,nell’insicurezza ,nelle innegabili difficoltà del presente,pesantissime per tanti, nella rabbia per certe rinuncie a cose cui si era fatta l’abitudine,ed,in ultima analisi,nella paura, fattore pre-ìpolitico, perciò, scarsamente razionale.
A questi presupposti, che hanno un reale fondamento, ma che hanno cause ed origine da fattori scarsamente gestibili da chicchesia,come la globalizzazione economica ed il flusso migratorio dai Paesi poveri o destabilizzati,ben poco può ovviare un cambiamento di Governo,ancorchè radicale, sul quale oggi molti puntano.
Io ritengo illusorio e motivo di ulteriore cocente delusione fare cieco affidamento su ricambi significativi delle forze di Governo poiché anche quelle che al momento potrebbero candidarsi hanno dimostrato di essere capaci di fare prevalentemente contrapposizione o , peggio,messe già in passato alla prova,di non essere all’altezza .
Io credo, mi spiace dirlo brutalmente, che è ora di dire una verità sulla quale ognuno deve riflettere a fondo: non ci sono più le condizioni per dare tutto a tutti ,ma non per questo si può permettere a pochi di avere tutto a spese di tutti gli altri.
Lo sviluppo ha dei limiti naturali ed insuperabili,ma dello stesso non può beneficiarne soltanto qualche Paese o qualche categoria,seppur al merito debba andare qualche riconoscimento. Alla giustizia distributiva deve esser dato lo spazio massimo per evitare che homo homini lupus diventi, come, purtroppo,è stato fino ad oggi.
Gianni Bonfili.
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