Anche quest’anno si sono accese le luci del Presepe che Elodia Canalini, fiorista storica di Recanati, prepara nella sua abitazione di via Castelfidardo.
Pur se in pensione, Elodia è sempre attiva e non si tira indietro, per i giorni che precedono le festività, nell’aiutare la nipote Patrizia nel negozio del centro, con il buongusto che l’ha sempre contraddistinta. Lo stesso buongusto che ora impiega nell’allestire un angolo speciale dedicato alla Natività, in quella che era la camera di sua madre Argentina.
Elodia prese ispirazione durante un viaggio in Trentino, in visita ai tipici mercatini di Natale, osservando una piccola finestra illuminata da un Presepe. Da allora, sono già cinque anni, la finestra della silenziosa camera di mamma Argentina accoglie un Presepe artistico, interamente allestito sul posto, le cui luci illuminano la notte dei passanti che, curiosamente, sostano di fronte a tanta cura e delicata bellezza. Chi si trova a passare di lì, non può non gettare uno sguardo a quel luogo quasi magico, pieno di bagliori.
Protagonisti della scena, i caratteristici personaggi che da sempre recitano nel paesaggio di Gesù Bambino. Circa venti, di varie altezze e sono gli elementi che compongono la bella installazione, costruita con originalità ed eleganza. D’altra parte, ben conosciamo la raffinatezza di Elodia nell’arte di decorare con i fiori che, per tanto tempo, è stata la sua professione. Anche nel suo Presepe non mancano piante ed elementi naturali.
Da quella finestra si affacciava sua madre Argentina che divideva la camera con la sorella Amerìca.
Due nomi che raccontano passati di emigrazioni, tipici del nostro territorio; storie di lavori duri e forti legami familiari.
Amerìca era ricamatrice, Argentina vendeva frutta e verdura in quella che i recanatesi hanno sempre chiamato Piazza dell’erbe. Elodia ci racconta che sua madre era lì, tutti i giorni, con i prodotti freschi che esponeva sopra un banchetto. Vendeva tutto velocemente e altrettanto velocemente se ne tornava a casa, dove l’aspettavano altre faccende.
Per tutto il periodo natalizio, la stanza è in gran parte “assediata” dall’installazione presepiale, ma ugualmente vi si respirano i ricordi e gli affetti che sembrano prender corpo in quei suoi angeli che si prendono cura della Sacra Famiglia. Chissà che Argentina non riposi proprio lì, tra le braccia del Bambinello, recitando antiche preghiere!
La scena sembra riempirsi d’amore e di sospiri di speranza con il sorriso di Elodia che ci acompagna nel visitare la sua opera d’arte, risultato di una vera passione.
Aprendoci la casa e allargando le mura di cartone che avvolgono il Presepe, ha fatto sì che anche noi, per qualche momento, fossimo diventati personaggi della storia, di quella storia di sempre, che ogni anno si rinnova invitandoci a manifestare il buono che c’è, forse, dentro di ciascuno di noi.
Luciana Interlenghi
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