Marinelli sponsorizza il progetto del Fai per il Colle dell’Infinito

Sbollita la delusione del mancato raggiungimento dell’obiettivo di ottenere la nomina di città capitale della cultura italiana per il 2018, Andrea Marinelli, ex assessore alla cultura ed oggi presidente della commissione consiliare della cultura, richiama tutti alla realtà confessando che Recanati non è stata mai in corsa per aspirare al titolo

 “Io con molta attenzione ho studiato tutti i progetti e da tempi non sospetti, subito dopo le audizioni, avevo stilato le mie preferenze e ritenuto che i progetti di Palermo, Trento, Erice con Alghero fossero chiaramente i progetti più interessanti con una nota di merito per Palermo e Trento, se non altro per il grandissimo e vastissimo piano d’investimenti, si parla di quasi 70 milioni di euro.”

Allora perché abbiamo coltivato l’illusione di poter vincere questa competizione?

“Perché forse c’era la speranza che potessero prelevare altre logiche, quelle magari del piccolo comune che cerca di aggregare un territorio in difficoltà in questo momento. C’era una speranza del cuore che è stata drammaticamente risvegliata dalla realtà.”

Quindi per lei è stato un verdetto giusto?

“Conoscendo il bellissimo progetto di Palermo, la sua nomina a capitale della cultura non mi sorprende. Diciamo che se lo merita tutto questo titolo. Ciò non toglie che è una prima e bella esperienza e ci si può riprovare per il 2020. Tutto sommato, comunque, è stato un bel percorso e anche un'ottima visibilità a livello nazionale.”

Il progetto di recupero del Colle dell’Infinito rimane intatto. Lei ha abbracciato da tempo la proposta del Fai?

“Ritengo che la proposta del Fai sia da sposare perché è sobria, conservativa e punta a quella che è l'originalità straordinaria, dal punto di vista simbolico e suggestivo, rappresentata dal Colle.”

C’è anche il progetto di Dante Ferretti

“Con la sua formazione culturale, la sua grande preparazione tecnica e i grandi riconoscimenti ottenuti può dare il suo contributo, però si deve prestare molta attenzione a quelle che sono le linea dettate dal Fai evitando che si creino fenomeni di spettacolarizzazione non necessari perché l’effetto immediato può essere anche accattivante ma dobbiamo pensare al patrimonio da conservare.”

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