Non c’è proprio una grande sintonia di vedute fra Fabio Corvatta, Presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, e il sindaco Francesco Fiordomo su quello che si vuol fare per riqualificare il Colle dell’Infinito e la possibilità di ricavare, da un’area del Parco del Centro, una serie di parcheggi, vecchia idea dell’amministrazione comunale mai abbandonata.
Sul parcheggio a ridosso del Colle Corvatta è fermo nel dire no perché ritiene che l’ambiente del parco delle Rimembranze debba essere conservato così com’è. Tutt’al più può essere ricavato lì uno spazio per ristorarsi e la costruzione di un bagno pubblico. Ma il confronto-scontro, anche se per ora è tenuto sapientemente e prudentemente sotto le ceneri per evitare che esploda in aperta polemica, rimane il progetto di riqualificazione del Colle dell’Infinito per il quale sono in arrivo i due milioni del Ministro Franceschini. Il Comune vorrebbe che avvenisse attraverso un’integrazione del Progetto del Fai con quello della IGuzzini Illuminazione e dello scenografo Dante Ferretti.
Cosa che non piace né al vice presidente del Fai, Marco Magnifico, né al Comitato Scientifico del Cnsl che ha abbracciato, invece, in pieno il progetto del Fai. Che cosa dice quest’ultimo? Non ci sono particolari stravolgimenti rispetto alla situazione attuale, solo un mettere mano ad un ambiente che si presenta degradato come l’Orto delle Monache che costituisce proprio la sommità del Colle. L’intervento, scrive Magnifico al sindaco Fiordomo e agli altri enti di cultura, sarebbe affidato “all'arch. Paolo Pejrone, uno dei più celebri paesaggisti europei che lavorerebbe a titolo gratuito e che da anni collabora con il FAI. Consisterebbe in un restauro accuratamente attento ai dettagli; riteniamo infatti che al luogo vada conservato quell'aspetto di spazio verde a metà tra orto e giardino…” Andranno, aggiunge il vice presidente del Fai, “ridefiniti i vialetti, ripiantati rose, iris, ortensie, gelsomini, viti, pergole, lattuga, carciofi e finocchi, il tutto in un apparente e studiato disordine in grado di ricreare in pieno il fascino di uno spazio curato e amato da un gruppo di monache. Andranno naturalmente previste – senza che si vedano – delle leggere infrastrutture che garantiscano un'illuminazione notturna e un'amplificazione in caso di eventi estivi serali. L’accesso all’orto avverrebbe tramite il viale del Centro Nazionale. Tutto ciò richiederebbe, conclude Magnifico, a nostro avviso un intervento non superiore al milione di euro che la nostra Fondazione sarebbe in parte disponibile a trovare, anche lanciando un grande appello nazionale.”
Un progetto che Corvatta sostiene a spada tratta bocciando ogni altra proposta “stravagante.”
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