L’INATTITUDINE AL DIALOGO NEL PENSIERO DI ALINDA BONACCI BRUNAMONTI.

Mi  è  capitato  di  dare  un’occhiata  alle “ Memorie e  pensieri “  di  Alinda Bonacci  Brunamonti,di  padre  recanatese  e  qui  vissuta  in  via  Roma , 23 , dal  1860  al  1868,come   ricorda  la  lapide  tutt’ora  presente  sulla  facciata  della  sua  casa  paterna.

Degno  di  nota  il  fatto  che  nel  1860  fu  l’unica  donna  ammessa  al  referendum  per  l’annessione  delle  Marche  e  dell’Umbria,già  parte  dello  Stato  Pontificio,al  Piemonte  nel processo  di  formazione  dell’unità  d’Italia.

Con  sorpresa,unita  a  fermo  apprezzamento,ho  letto  una  sua  pagina  scritta  il  30  giugno  1875,che  trascrivo.

“….Noi  non  ci  amiamo  più.Sono  le  opinioni  discordi  che  ci  dividono.Come  cristiani  dovremmo  amare  i  nostri  avversari,come  italiani  dovremmo  giocondamente  e  fraternamente  gloriarci  d’aver  ottenuto  l’indipendenza  della  patria  e  riunito  sette  famiglie  di  popoli  in  una  sola.Ma  cristiani  ed  italiani  siamo  divisi  più  che  mai  di  cuore.Nè  l’unità  politica,né  l’unità  religiosa  c’induce  a  fratellanze  vere.E  qui  parlo  de’migliori  per  onestà,i  quali  si  guardano  l’un  l’altro,e  si  annusano  con  diffidenza  ringhiosa,perché  li  fa  stranieri  l’un  l’altro  la  disparità  delle  opinioni….”

Credo  sia  comprensibile  se  mi  viene  spontaneo  pensare  alla  nostra  odierna  realtà. Aspre  divisioni,insanabili  dissidi,violente  contrapposizioni,delegittimazione,incomunicabilità,caratterizzano  a  livello  politico,ma  non  solo,il  nostro  stato  presente.

Ci  si  divide  in  termini  radicali,ci  si  sfida  a  duelli  elettorali  all’ultimo  sangue,perfino  nell’ambito  della  stessa  famiglia  politica,nessuna  disponibilità  ad  un  dialogo,ad  un  confronto  serio  ed  impegnativo.

Questi  comportamenti,direi  generalizzati,diventano  oltremodo  gravi  alla  luce  della  situazione  nella  quale  ci  troviamo,ormai  al  limite  della  ingovernabilità,come  ogni  persona  di  buon  senso  non  può  fare  a  meno  di  pensare.

Molti,con  proposte  parziali,approssimative,inadeguate  ai  problemi  sul  tappeto,invocano  con  forza  un  confronto  elettorale  a  tempi  rapidi,addirittura  immediati,con  il  solo  chiaro  intento  di  impadronirsi  del  campo  nel  quale,poi,  con  molte  probabilità  andarsi  a  perdere.

Calmiamo  i  bollenti  spiriti,mettiamoci  a  ragionare  responsabilmente,cerchiamo  di  fare  uno  sforzo  comune  per  arginare  un  disastro  generale.

Ci  dobbiamo  convincere  tutti  che  l’ora  è  veramente  grave.

Gianni  Bonfili.

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