Da mesi si parla del nuovo progetto della scuola B. Gigli: non più ristrutturazione dell’edificio esistente ma demolizione e ricostruzione con un costo di €. 3.740.000,00.
Ma per procedere alla realizzazione e prima ancora a tutte le varie fasi preliminari (progettazione, finanziamento, appalto dei lavori, ecc.) occorre che il progetto di fattibilità, come prevede la legge, sia inserito nel programma triennale dei lavori pubblici e negli aggiornamenti annuali del programma.
Che problema c’è? Il programma triennale e quello annuale sono stati approvati in Consiglio Comunale nella seduta del 28 dicembre e quindi è tutto in regola.
Peccato che qualcosa non torna: il programma triennale e quello annuale sono stati allegati al bilancio di previsione 2017 ed approvati con delibera di giunta n. 239 del 6 dicembre 2016, in tempo utile per la convocazione del consiglio comunale e nel rispetto del lasso di tempo di 20 giorni che deve intercorrere tra la messa a disposizione dei consiglieri di tutta la documentazione del bilancio e la seduta consiliare. Ma il progetto di fattibilità, obbligatorio per opere il cui costo è superiore al milione di euro, è stato approvato dalla Giunta con deliberazione n. 262 del 12/12/2016.
Cosa significa? Significa che nella seduta di Consiglio Comunale del 28 dicembre al programma delle opere pubbliche adottato dalla Giunta il 6 dicembre non poteva essere allegato il progetto di fattibilità della scuola che è stato approvato il 12 dicembre!
Il pressapochismo di questa amministrazione e la fretta del Sindaco di portare a casa i suoi progetti non si conciliano con il rispetto delle regole.
Ho inviato al Vice Segretario Comunale, al Presidente del Consiglio e all’Organo di Revisione dei Conti una nota in cui espongo i fatti e chiedo che il programma delle opere pubbliche venga sottoposto come di dovere al Consiglio Comunale.
Naturalmente non ho ricevuto risposta. Se mi fossi sbagliata sarebbe stato facile rispondermi, se invece ho ragione che problema c’è a portare il progetto in Consiglio? Forse il Sindaco teme di non avere la maggioranza su un punto controverso anche fra i suoi consiglieri?
E che dire delle perplessità della Regione che dubita sulla possibilità di erogare il contributo di un milione di euro per un progetto diverso rispetto a quello che ha partecipato al bando e che è stato ammesso al finanziamento (il vecchio progetto di ristrutturazione con il project dell’Ircer e di altri privati)?
E come può l’Università di Camerino redigere il progetto senza che tale prestazione sia stata oggetto di gara come la legge prevede? Ma l’Università può assumere incarichi di questo tipo?
Un bel pasticcio. Ma la scuola si deve fare, a tutti i costi. La vuole il Sindaco e tanto basta.
Sabrina Bertini – Lista civica “In Comune”
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