Non l'hanno presa proprio bene i commercianti, la richiesta del sindaco Fiordomo, rivolta a loro e ad altre categorie, di sponsorizzare le attività di animazione previste per la prossima stagione estiva. “Ma come, replicano molti operatori del centro storico e di Montemorello, si ha il coraggio di chiedere soldi a chi ha visto crollare del 70% gli incassi per i lavori che vanno avanti da circa un anno per la nuova pavimentazione e i sotto servizi e per una viabilità che ha penalizzato di molto le attività?” Nella nota del sindaco non si fa cenno a tutto questo e ad eventuali provvedimenti per venire incontro alle esigenze del commercio ma si accenna ai primi importanti appuntamenti già fissati in calendario: "In festa con Giacomo" (29-30 giugno e 1-2- luglio), i Concerti di Fiorella Mannoia (1 luglio) e Mario Biondi (6 agosto) in esclusiva regionale organizzati in collaborazione con l'AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali) di Ancona, l'edizione 2017 di “Amantica" (22 e 23 luglio) nel Rione Castelnuovo ed "Electronic Music Festival" (28 luglio) rivolto ad un pubblico più giovane che si svolgeranno in collaborazione con le Associazioni del territorio. “Ti scrivo, dice il sindaco, in quanto, in un momento di particolare crisi dovuta ai recenti eventi sismici e alla conseguente diminuzione di presenze turistiche nella nostra Regione, sento il bisogno di reagire e di agire per un ritorno di visitatori che possano di nuovo apprezzare le bellezze del paesaggio, l'unicità dell'enogastronomia e il patrimonio culturale del nostro territorio.” La preoccupazione che il terremoto abbia fatto terra bruciata anche a Recanati in fatto di presenze turistiche sembra trovare una conferma nel calo di presenze a Casa Leopardi e nei musei cittadini nonché dalle tante disdette registrate in alberghi e B&B. Anche lo stesso grido d’allarme lanciato dal primo cittadino all’indomani delle scosse di terremoto per la stabilità del Colle dell’Infinito ha finito per generare panico ingiustificato e dannoso per la città a cominciare dalle crepe al Colle completamente inventate perché già vecchie di anni e che con il terremoto avevano ben poco da spartire.
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