Ma c’è veramente un nemico invisibile che trama e mette in pericolo il paese?

C’è una lettera che il Sindaco ha disposto da inviare agli imprenditori dove chiede il loro sostegno economico per delle iniziative locali e degli spettacoli. Questa lettera arriva nelle mani di tal Persiani Giuseppe che la pubblica su Facebook prima che il nostro Sindaco la inviasse ai destinatari.

Qui comincia il dramma/farsa tipico della commedia all’italiana. Quale è il problema se una lettera da inviare a decine e decine di persone viene resa pubblica?

Come nel romanzo di Dino Buzzati "Il deserto dei Tartari”, c’è sempre un nemico invisibile che trama e mette in pericolo il paese, ma come nel celebre romanzo il nemico è solo immaginario, vive solo dentro di chi deve difendere la fortezza dall’invasione dei Tartari.

Forse il "panem et circenses" che il Sindaco vuole somministrare ai cittadini (solo circenses per ora, il panem.. magari, ma è finito) per addormentare le loro coscienze, non si deve sapere che viene pagato con l’aiuto degli imprenditori? 

Oppure il Sindaco si vergogna di dire che agli imprenditori invece di chiedere lavoro per i suoi concittadini chiede un obolo per, diciamo, distrazioni. Una comunità che non sa gestire il proprio fabbisogno e ricorre sempre ai privati anche quando non serve, è una comunità che dipenderà sempre dai privati e a questi dovrà sempre qualcosa, questo è molto pericoloso, poco democratico e ha un qualcosa dentro di stantio, antico e feudale.

Il privato deve interessarsi della vita della sua città, deve partecipare anche economicamente, se vuole, ma in un progetto chiaro e utile, dove chiari e conosciuti sono anche i motivi che lo spingono ad essere mecenate e filantropo e non finanziatore.

Il pubblico invece deve utilizzare le proprie risorse per il buon vivere dei suoi cittadini e i suoi rappresentanti devono tenersi lontani dai pantani melmosi del "do ut des", dei dettami del partito o semplicemente dalla ricerca del proprio personalissimo tornaconto.

Queste parole non vogliono essere un atto di accusa, ma solo un memorandum, visto che, da quello che si evince,la strada presa sembra scoscesa e irta di intralci, perciò pericolosa.

I cittadini vogliono che i loro problemi trovino una soluzione, e oggi il problema dei problemi è il lavoro, allora il Sindaco che si è ben introdotto tra i nostri imprenditori, faccia un patto con loro, chieda che invece del contributo per il cantante quel fondo venga utilizzato per assumere un recanatese disoccupato, un giovane in cerca di prima occupazione. Poi magari facciamo festa tutti insieme in piazza anche senza il cantante famoso, quello guardiamolo in televisione che viene meglio.

A. Taddei – Lista Civica Recanati

 

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