la retta …….

Tutto questo gran parlare, in questi giorni, dell’aumento delle rette per i degenti ospitati all’IRCER di Recanati, tutto questo sconcerto, tutto questo stupore, tutte queste prese di posizione, le lacrime di coccodrillo degli amministratori, ma che succede? Assolutamente niente di nuovo.

Il giochetto è sempre lo stesso, chi amministra soldi pubblici li usa per scopi politici (personali o di partito), tanto poi a pagare sono i cittadini: in questo caso specifico, da una parte, è arrivata a scadenza la “cambiale elettorale” delle ultime amministrative, dall’altra, si è acceso un mutuo per le prossime, anche se poi il lavoro è andato male. E’ si, perché che la fondazione potesse essere usata come un bancomat dall’ammnistrazione era facile da pronosticare.

Pensate solo alle nomine dei consiglieri di amministrazione fatte direttamente dal Sindaco, che allo stesso modo nomina il presidente ( capolista alle scorse amministrative della lista “Recanati adesso” di renziana memoria a sostegno dell’attuale primo cittadino) e il direttore, persona molto legata al sindaco (compagni di classe per tutti i 5 anni di liceo) prima nominata dallo stesso presidente del collegio dei revisori dei conti del comune poi, scaduto il mandato e non essendo più facoltà del sindaco questa nomina, messa nel consiglio di amministrazione Astea e a dirigere appunto l’IRCER: il tutto ovviamente per indiscussi meriti professionali. Se la sentiranno queste persone di dire di no ad un “ordine” del loro benefattore? Forse si o forse no, il dubbio penso sia lecito.

Ed allora ecco la cambiale delle scorse elezioni: vedi “orti sociali” (dove l’IRCER oltre al terreno ha dovuto provvedere a sue spese, ad esempio, all’impianto di irrigazione) e “convivio” (dove l’IRCER oltre ai locali ha dovuto provvedere a sue spese all’arredo e contribuire economicamente alla spesa per i pasti). Quindi i soldi li ha messi l’IRCER ma la campagna elettorale l’ha fatta il sindaco come se fosse tutta farina del suo sacco. Per le prossime elezioni invece stanno pensando ad una nuova inaugurazione ancora una volta a pochi giorni dalle elezioni, quella della nuova scuola B.Gigli. Ed anche qui è stata messa in mezzo la fondazione che ora si trova a dover pagare per un contenzioso con un professionista di cui era stata usata una perizia a sua insaputa (ma che furbetti, tanto mica paga il comune) e deve pagare profumatamente anche un non ben definito studio milanese per averle detto che il project financing per la ristrutturazione delle vecchia B. Gigli, così come era stato proposto, non era regolare/vantaggioso per l’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti (anche qui ma che ce frega, noi ci proviamo, tanto se va male mica paga il comune).

Ora, secondo voi, a chi viene chiesto/imposto di “contribuire” per rientrare, almeno in parte, di queste spese di svariate decine di migliaia di euro? Ovviamente agli unici a cui l’IRCER può chiedere soldi e cioè ai suoi assistiti e alle loro famiglie.

Ma veramente voi, in tutto questo, ci trovate qualcosa di strano? Non ha sempre funzionato così? Non vi basta che l’abbiano fatto a malincuore? Su, su che tra poco arriva la Mannoia e non ci si pensa più.

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