Vi sto spiegando l'imbroglio di arte più famoso di tutti i tempi, che riguarda la terza versione (copia falsa di proprietà Yasuda dal 30 marzo 1987)) dei 14 girasoli di Van Gogh. Per farlo mi sono servito di un modellino che presentai al museo Van Gogh nell'agosto del 1998 e di alcuni schizzi che ho fatto oggi su un foglio per far capire la complicata dinamica dei fatti. Nel modellino si vede il retro del telaio con tutte le etichette presenti. Nella parte superiore si vede il pacchetto delle aste orizzontali con le etichette incollate. Se l'etichetta Pottier fosse stata incollata per una mostra a Bruxelles del 1904 (come sostiene il museo Van Gogh e Ronald Pickvance) anzichè per una mostra del 1890 (come invece dico io),perchè il telaio era composto da 3 strati, uno normale con l'aggiunta di un listello di mezzo centimetro di spessore (che ho indicato in rosso) e di un'altro listello, di circa 3/4 centimetri che ho indicato in verde? Non ne bastava 1 o massimo 2? Ecco svelato il mistero e il trucco del falsario Schuffenecker. In realtà al falsario interessava spostare solo l'etichetta, ma era troppo delicata, in carta velina e per non rischiare di distruggerla scollandola, preferì trasferirla dal quadro originale alla copia da rendere credibilmente falsa, spostando tutto il pacchetto dei legni superiori orizzontali.

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