Il campanello d’allarme per i rischi a cui è esposto il centro storico è suonato più volte e da tempo: sembra però che nessuno abbia preso nella giusta e dovuta considerazione il reale incombente pericolo. In modo diffuso nelle strade di tutto il centro si verificano piccoli o grandi cedimenti della pavimentazione spesso causati dai sottoservizi obsoleti, per cui, in assenza di un adeguato controllo, l’acqua scava grandi cavità sotterranee che possono provocare cedimenti strutturali di edifici e trasformarsi in trappole per i residenti. Gli interventi recentemente eseguiti nelle reti idriche non sono del tutto adeguati per la sicurezza del nostro centro.
Sul vecchio metodo scelto dell’interramento dei sottoservizi con cui sono stati eseguiti i lavori di corso Persiani ci siamo già espressi negativamente, perché tra qualche anno per effettuare riparazioni o altri lavori sarà inevitabile spaccare di nuovo il selciato; e tutto questo è dovuto al fatto di non aver preferito il sistema della costruzione del tunnel tecnologico ispezionabile, che avrebbe comportato minori costi di manutenzione, maggiore sicurezza e durata nel tempo.
Il guasto più eclatante è stato quello del 14 gennaio scorso verificatosi in via Cavour all’altezza di via Porta Cerasa, causato da una grande perdita d’acqua della rete idrica principale di distribuzione, che oltre ad aver prodotto una grossa voragine, ha anche lesionato gli edifici prospicienti per i quali saranno necessari importanti lavori di consolidamento.
L’occasione del rinnovamento dei sottoservizi di corso Persiani e la rottura di via Cavour dovevano costituire l’opportunità di mettere in sicurezza una parte importante del centro storico, introducendo la tecnica della distrettualizzazione delle reti acquedottistiche, operazione che consiste nel sicuro controllo delle perdite. In parole semplici, in prossimità delle interconnessioni delle tubazioni delle singole vie cittadine, vanno istallate semplici apparecchiature che controllano la differenza tra l’acqua immessa in rete e quella erogata alle utenze, differenza maggiormente rilevabile durante la notte quando non c’è richiesta di consumo.
La nostra osservazione oltre che al comune di Recanati e alla società Centro Marche Acque è rivolta all’Autorità d’Ambito, con la quale Astea ha concordato tutti i livelli di qualità e gli investimenti; pertanto è necessario rispettare le chiare direttive europee in materia, verificare l’applicazione dell’art. 3 del disciplinare tecnico dell’A.T.O. Marche Centro Macerata alla base dell’attuazione di tutte le altre normative vigenti relative al contenimento delle perdite in rete. Con modesta spesa si potevano istallare delle semplici apparecchiature chiamati registratori, contatori, sensori o transitori da applicare nei punti strategici della rete idrica che permettono il controllo in tempo reale del passaggio dei volumi d’acqua e il monitoraggio delle pressioni di esercizio per la ricerca sistematica delle perdite.
Quando accadono fatti gravi come questo nessuno sarà mai in grado di valutare con certezza il reale danno causato nel sottosuolo delle cavità prodotte dall’acqua perduta, che potrà manifestarsi nel tempo anche con altri eventi; tuttavia il problema non deve essere considerato di carattere tecnico, ma bensì una forte carenza di indirizzo politico programmatico e degli investimenti in capo agli amministratori.
Una società a maggioranza pubblica deve impegnare parte importante delle sue risorse economiche ai fini della sicurezza, della qualità e della continuità del servizio, risolvendo prioritariamente i grossi problemi come quelli delle perdite d’acqua nei centri storici.
Recanati 29-03-2017
Antonio Baleani
Consigliere comunale Movimento Civico Obiettivo Recanati.
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