Il Pd recanatese si confronta sulle mozioni congressuali

src=http://www.radioerre.net/notizie/images/articoli/manifestazioni/RelatoriSi è svolta questo pomeriggio nel Teatrino dell’Assunta degli IRCER l’assemblea dei tesserati PD del Circolo Provinciale per la preferenza di uno dei candidati alla Segreteria Nazionale. Mentre erano in corso le votazioni, aperte fino alle 20,30, sono state presentate le tre mozioni, ciascuna con la propria lista, legate all’ex premier Matteo Renzi, al ministro Andrea Orlando e al governatore Michele Emiliano, in attesa delle primarie previste per il 30 aprile. Il dibattito si è svolto in un clima sereno con una buona partecipazione da parte del pubblico. Alessandro Vallesi per la mozione Orlando auspica la ricostruzione del partito attraverso il recupero dei militanti. “Questo è diventato il partito degli amministratori; non c’è più un tessuto connettivo tra il partito e le categorie sociali; Renzi ha azzerato questo il 4 dicembre con il referendum e il 19 gennaio con la bocciatura, da parte della Consulta della Corte Costituzionale, della legge maggioritaria”. Daniele Maria Angelini di Civitanova, rappresentate di Emiliano, lamenta il calo delle iscrizioni, che da 800mila del 2009 sono arrivati ai 400mila attuali, la sconfitta del referendum e delle elezioni comunali di Roma e Torino. Continua il suo ragionamento presentando i punti su cui concentrarsi: lotta alla disuguaglianza, rappresentare i piccoli risparmiatori e le microaziende, essere un cervello collettivo e non solo uno al comando, no al partito degli eletti per fedeltà ma una grande squadra. “Mancano cuore e idee; dobbiamo essere i paladini dei più deboli ma se non riusciamo a confrontarci con la minoranza del partito, come possiamo presentarci come partito del sociale?” Infine ricorda Moro e Berlinguer per la politica della concertazione e del confronto. Termina il sindaco Francesco Fiordomo presentando la mozione Renzi. “L’elemento centrale del nostro impegno è spendere 1 euro in sicurezza e 1 euro in cultura affinché i giovani abbiano la giusta formazione per il lavoro”. Altri argomenti su cui puntare sono l’Europa, per cui Renzi ha lavorato molto, il sociale, impegnarsi  di più sull’occupazione per la donna e lo stesso sulla salute, aiutare chi ha bisogno superando la politica del “dare un po’ a tutti”.  Infine rivela l’orgoglio di appartenere ad un partito che al governo ha varato delle leggi che hanno fatto crescere  la civiltà del paese come le unioni civili, la legge del “dopo di noi”, la legge sul consumo responsabile e quella contro il caporalato. “Siamo l’unico partito con tante cose da correggere ma l’unico movimento contro il populismo”. Per il consigliere regionale Francesco Micucci, che ha portato il suo saluto, è giusto il confronto ma è bene che un partito prenda le sue decisioni. Al dibattito sono intervenuti il commissario PD Andrea Marinelli, che mostra preoccupazione per il clima di serenità così poco coinvolgente. Inoltre la data del 30 aprile non è così valida: “Visto il periodo, c’è il rischio di una scarsa affluenza al voto”. Sono seguiti gli interventi di Emilio Romoli, il segretario Gianfilippo Simoni capolista pro Renzi, Angelo Belelli, l’albanese Koco Fluturim e Armando Bartozzetti che con amarezza ha manifestato il proprio dissenso per un governo che non è in sintonia con il PD. “E’ un governo ostile con i sindacati che ha regalato lo statuto dei lavoratori all’industria, che ha messo alla gogna l’Articolo 18 e la disoccupazione non riesce a diminuire. Non avevamo bisogno di un rottamatore ma di una guida”. Fiordomo accetta le critiche  perché le ritiene è vere e sincere senza interesse in quanto non c’è un’ipotesi di candidatura. “Come gruppo dirigente dobbiamo riflettere su questo e aumentare il nostro impegno”.

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