Il presidente Niccoli lascia la Bcc di Recanati-Colmurano

In sintesi anche la trascrizione scritta dell'intervista

Nel maggio del 2011 l'assemblea della Banca approva un bilancio che si era chiuso con perdite di importo estremamente elevato, dell'ordine di 20 milioni di euro. Le perdite dopo le imposte diminuirono a 13 milioni e mezzo. Si tratta di una cifra molto alta, soprattutto a confronto del patrimonio della banca, che risultava inferiore rispetto al minimo previsto dalla normativa della Banca d'Italia e quindi in quel momento ci fu una situazione molto delicata per la banca. Ci fu un’ispezione nel 2012. Ricordo intorno a settembre del 2011 la banca aveva già rinnovato in assemblea gran parte del Consiglio di Amministrazione erano rimasti soltanto pochissimi rappresentanti nel vecchio Consiglio e nel collegio sindacale dell'esperienza precedente a seguito di questa ispezione Banca d'Italia e la  Federazione decisero di sostituire anche il presidente che era rimasto del Consiglio precedente che, comunque, continuò fino a settembre a svolgere la sua funzione di presidente dopodiché si dimise e anche lui, come anche per un paio di altre persone una nel collegio sindacale un altro nel consiglio di amministrazione e allora io assolutamente non mi aspettavo di essere coinvolto in questa storia di cui avevo solo letto qualche notizia sui giornali locali perché riguardava una banca importante del territorio e invece venni contattato allora intorno alla metà di ottobre da Stefano Caringi che era stato nominato presidente del collegio sindacale nelle elezioni del maggio 2011 e che era un ex ispettore interno della vigilanza della Banca d'Italia quindi la Banca d'Italia ha posto una persona di propria fiducia che potesse controllare l'andamento della banca. In pratica il problema principale che la banca in quel periodo come era stato rilevato dall'ispezione era quello relativo al fatto che era condizionata da poteri locali e quando venni nominato presidente non ricordo la data  25 – 26 ottobre insomma alla fine ottobre 2011 capii  che c'erano effettivamente sia per quello che riguarda l'erogazione del credito sia per quello che riguardava le assunzioni condizionamenti forti di gruppi di potere di singole persone o esponenti di gruppi sia economici che politici che in qualche misura erano riusciti ad avere un impatto forte e purtroppo negativo. E’ stato il consiglio di amministrazione a nominarmi. 

La decisione:

Ricordo che la Banca d’Italia mi dette tempo di dare una risposta entro le 18 del pomeriggio di una domenica. Convocai a pranzo tutti i miei quattro figli che mi sconsigliarono di prendermi questa responsabilità. La domanda che mi fecero era se mi conveniva oppure no. Allora ho preso mia moglie e andai a fare nel pomeriggio una passeggiata a Porto Recanati città a cui sono particolarmente legato. Ne abbiamo parlato a lungo e alle 18 meno 5 ho telefonato alla Banca d’Italia dicendo di accettare.

Le preoccupazioni:

Da allora ho avuto tante preoccupazioni perché la situazione era molto difficile. Inizialmente ebbi problemi con l’allora direttore che venne poi sostituito e lui chiese i danni ed è ancora in corso un contenzioso presso il Tribunale di Macerata.

I risultati:

Cosa abbiamo fatto in questi cinque anni e mezzo. Non ho risposto a tutti i problemi per una ben nota situazione genenrale molto difficile. Ma siamo riusciti a risolvere parecchi problemi e a mettere in sicurezza la banca in modo che attraverso un’attività normale si poteva andare avanti. Il patrimonio che la banca nel momento in cui è uscita dalla crisi del 2010 2011 con la nomina di un nuovo presidente di un nuovo consigliere e praticamente il patrimonio allora era dell'ordine 4,5- 5% oggi inferiore rispetto al minimo previsto e oggi noi abbiamo in base al valore più ristretto dell'ordine del 12 e rotti % si avvicina al 13% è quello più allargato superiore al 16% e questi valori sono a seconda del tipo di definizione sono tutti e due superiori rispetto a quello minimo che la Banca d'Italia ci ha chiesto.

L’organizzazione:

Molto importante la banca è stata totalmente organizzata, non è perfetta come tutte le cose umane ma veramente siamo in una situazione non molto diversa rispetto a quella precedente e per questo abbiamo anche utilizzato  una serie di persone giovani che stavano all'interno della banca e oggi sono quasi tutti persone cresciute, hanno fatto attività di formazione. Sono cresciuti gli impieghi che sono una parte molto importante per finanziare lo sviluppo del territorio e noi abbiamo l'impressione che abbiamo posto tutte le basi per poter risolvere anche questo problema. Abbiamo nel corso degli ultimi mesi preso importanti decisioni che il cda quasi tutti all’unanimità tranne uno astenuto ha deciso di aderire All’Iccrea holding che sarebbe il gruppo tradizionale che era stato costituito tantissime decine di anni fa, lo stesso che ha concesso il prestito subordinato e sottoporremo all’assemblea dei soci di aderire all’Iccrea,  l’alternativa è aderire alla Cassa centrale del trentino.

Il prestito subordinato:

Il prestito subordinato è stato concesso alla fine del 2013 per cui perché possa essere considerato patrimonio deve per almeno 8 anni rimanere in piedi quindi dal punto di vista del rimborso del prestito subordinato noi nei primi 8 anni paghiamo ogni anno gli interessi salvo una qualificazione. Alla scadenza dei 8 anni noi rimborseremo integralmente il capitale però la banca da questo punto di vista non ha problemi nel senso che si tratta di rimborsare 13 milioni di raccolta. Sostanzialmente abbiamo liquidità più che sufficiente per rimborsarlo.

Il personale:

Prima di ottenere il prestito subordinato abbiamo dovuto raggiungere un accordo con il personale. Il Fondo di Garanzia dei Depositanti riteneva che parte della responsabilità della situazione in cui si trovava la Banca fosse dovuta anche al personale e quindi ci ha chiesto di contrattare con il personale un accordo che ha portato ad una riduzione delle retribuzioni di coloro che lavoravano all'interno della banca. Questa riduzione ha permesso alla banca di avere circa 430.000 euro all'anno di risparmio su un totale di circa 7 milioni. Questa riduzione del costo del personale è stata fatta in modo fortemente progressiva nel senso che coloro che erano avevano stipendi molto alto hanno visto ridotta la percentuale del loro stipendio di una percentuale nettamente più alta. La riduzione media si aggirava sul 3,4-4,3%. 

Fusione con altre banche?

Abbiamo provato con parecchie banche ad avere dei contatti. Abbiamo contattato la Bcc di Ancona quella di Falconara quella di Fermo abbiamo avuto dei contatti anche con la Bcc di Fano che la più grossa delle una delle più grosse delle Marche e con quella di Civitanova abbiamo avuto dei contatti anche con quella di Filottrano praticamente di tutte queste possibilità le altre sono andate altrove. Ancona si è fusa con Falconara, Fermo è andata con una le Bcc dell'ascolano e sostanzialmente quando abbiamo contattato Civitanova ci siamo trovati che il presidente ci ha detto che siccome noi non potevamo adeguare le nostre percentuali al 60 di copertura delle sofferenze e incagli al 30%, il  consiglio di amministrazione ha espresso un parere con il quale non riteneva possibile questo tipo di soluzione e in pratica noi venivamo ritenuti ancora più deboli di quello che effettivamente eravamo. Io ho l'impressione che all'interno del mondo delle bcc delle Marche Recanati è ancora vista come una bcc relativamente fragile e questo in parte è vero.

Prospettive in attesa dell’assemblea del 20 maggio?

Avere un consiglio di amministrazione che sia in grado fin dall'inizio di affrontare problemi grossi come quello relativo a una eventuale fusione è una questione che merita qualche attenzione. Questo significa che io non voglio condizionare l'assemblea, io sono il presidente della Banca, il presidente della banca deve fare in ogni circostanza gli interessi dalla banca allora io so qual è la situazione dei candidati al Consiglio di Amministrazione io ritengo che una ampia continuità con il passato sia più vantaggioso per la banca e questo lo devo dire e dirlo chiaramente è anche in pubblico perché se uno non rispetta la propria coscienza poi dopo si assume il rischio di che le cose vadano non bene. Credo che sia doveroso da parte mia esprimere questo giudizio.

Se vogliamo riferirci direttamente ai candidati le liste io cerco di stare attenta a questo proposito perché già ho subito un attacco all'interno del Consiglio. Siccome i candidati sono due e le liste sono due e tutti sanno quali erano le idee degli uni e degli altri io penso che sia riferito il fatto che lui (Bertini ndr) dice di non essere candidato di nessuna lista ma penso che coloro che votano in linea di massima quelli che voteranno dalla lista che è stata presentata dal Consiglio e che si chiama lista del Consiglio sceglieranno come candidato Angelici e quelli che sceglieranno l'altra lista penso che sceglieranno come candidato Bertini. Nella prima lista ci sono 5 componenti dell’attuale  Consiglio. Io credo che sia doveroso che il presidente uscente  indichi quale ritiene che sia la soluzione migliore per la banca, può darsi che mi sbagli io non dico di aver ragione.

Quote rosa?

Noi abbiamo tentato in tutti i modi di trovare anche nella lista di Angelici delle persone di sesso femminile l'abbiamo contattate tante e tutte quante ci hanno risposto picche non so come mai la cosa mi è dispiaciuta  particolarmente. Gli altri ci sono riusciti quindi si vede che hanno contattato le persone giuste e tra l'altro una delle persone che è candidata nell'altra lista io le avevo chiesto di essere candidata nella lista di Angelici. Mi è dispiaciuto perché è una persona che io stimo. La Banca d'Italia,  la Federazione e il  Fondo hanno scritto a più riprese che un allargamento anche all'altro sesso per le  candidature sarebbe utile ed opportuno.

Conclusione.

Io ho trovato un ambiente e problemi estremamente stimolanti. Sono contento di averlo fatto se non l'avessi fatto avrei perso una parte della mia storia personale per la quale io credo che sia giusto ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di farla coloro che mi hanno scelto all'inizio coloro che mi hanno permesso di continuare nel corso del tempo in particolar modo i dipendenti della banca i colleghi del consiglio di amministrazione del collegio sindacale che hanno con me gestito la banca nel corso di questi anni sia quelli attuali ma anche quelli precedenti che sono stati numerosi e ai quali io esprimo la mia gratitudine personale come posso dire è stata un'esperienza diversa rispetto alle altre che io ho fatto. Ho avuto esperienze in precedenza in diverse amministrazione, sono stato sindaco, sono stato nel consiglio amministrazione alla Lega del Filo d'Oro, sono stato nel Consiglio di Amministrazione Fondazione della Cassa di Risparmio di Jesi,. Questa è un'esperienza che rimane unica nel suo genere perché tutto sommato il tipo di problemi che ho dovuto affrontare poi dentro sono stati diversi rispetto a quelli che ho avuto delle altre. Oggi mi considero una persona più ricca di quello che ero o non in termini di quattrini, ma in termini di esperienza e di questo devo essere grato alla Banca di Credito Cooperativo Recanati e Colmurano.

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