la famiglia non vuole che la figlia 22enne macedone abbia una relazione con un recanatese.

src=http://www.radioerre.net/notizie/images/articoli/luoghi/recanati/albion3.jpgSi delineano i particolari della vicenda che ha visto contrapposti l’altro giorno, alla vigilia del 1° maggio, un macedone di 60 anni e sua figlia di 22. La scelta della giovane di andarsene da casa per convivere con il suo fidanzato recanatese non è andata proprio giù alla famiglia che avrebbe preferito che, al momento opportuno,  si fosse sposata con qualcuno della sua stessa nazionalità e religione. Il clima in famiglia si era fatto negli ultimi tempi particolarmente pesante tanto che la giovane ha preferito andarsene da casa. Ma il padre non si è dato per vinto e, aiutato dai suoi due figli maschi, domenica sera è riuscito ad intercettare in via Dalmazia, a Recanati, sua figlia a bordo di una Renault nera alla cui guida c’era un amico della ragazza. Secondo la versione fornita dai fratelli della ragazza, l’uomo ha cercato dapprima di convincere con le buone la figlia a scendere dall’auto ma la giovane non ha voluto sentir ragione e, anzi, la macchina si è rimessa in moto cercando di allontanarsi. Il padre, allora, si è attaccato alla maniglia dello sportello dell’auto lasciandosi trascinare lungo viale Dalmazia e iniziando ad inveire e urlare contro la figlia. Alla fine della via, quando l’auto ha svoltato a destra, l’uomo  è stato sbalzato a terra e, cadendo, ha battuto anche la testa riportando diverse escoriazioni e una brutta ferita da cui perdeva sangue. Il figlio maggiore, che ha assistito a tutta la scena, ha prontamente soccorso il padre trasportandolo all’ospedale di Recanati dove i medici del Punto di Primo Intervento lo hanno curato. Ma qui l’uomo ha continuato ad agitarsi assumendo un comportamento che ha allarmato il personale che ha deciso di far intervenire il 113. Sul posto prima sono intervenuti i militari della locale stazione dei carabinieri e poi anche una pattuglia della compagnia di Civitanova Marche. Alla fine l’uomo si è calmato ed è stato trasportato all’ospedale di Civitanova da dove nella stessa mattinata del primo maggio è stato dimesso.

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