Sono stati tutti arrestati in flagranza di reato i 7 zingari delinquenti rumeni e di etnia SINTI, tutti residenti nel Campo Nomadi di Torino, che avevano costituito una banda specializzata nei furti contro il patrimonio e nei furti di rame degli impianti nei parchi fotovoltaici, operando attivamente nella Regione Marche che definivano la “MINIERA ROSSA”, facendo la spola da Torino, precisamente nei comuni di Osimo, Camerano, Castelfidardo, Agugliano e Sirolo, nonché nelle province di Macerata e Fermo, specificatamente nel maceratese, civitanovese, fermano e Montegiorgio, dove con sopralluoghi mirati sceglievano e individuavano gli obiettivi da depredare.
La banda, di cui alcuni con numerosissimi precedenti specifici a carico, è stata sgominata, inseguita, circondata e immobilizzata questa notte alle ore 04:00 circa, mentre stava imboccando il casello autostradale di Civitanova Marche (MC), dopo aver operato un grosso furto di rame nel comune di Rapagnano (FM). L’operazione è stata eseguita e portata a termine dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo (AN), che, unitamente ai colleghi di Numana e Filottrano, collaborati nella fase esecutiva dalle Compagnie di Montegiorgio, Fermo e Civitanova Marche, hanno definitivamente represso l’attività illegale assicurando alla giustizia i malviventi, risultati peraltro senza fissa dimora.
Tutto ciò è stato reso possibile nell’ambito di indagini di P.G. della Compagnia di Osimo, in sinergia con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, nel corso del dispositivo denominato “MINIERA”, coordinate dal Cap. Raffaele CONFORTI e dirette del Luogotenente ALMIENTO Luciano.
I malviventi giungevano nelle Marche intorno alla mezzanotte odierna, direttamente dal Piemonte, a bordo di due autovetture, una Opel Zafira con targa bulgara e un autocarro Mercedes VITO con targa francese, raggiungendo il comune di Rapagnano (FM), presso il parco fotovoltaico della società agricola “FAMAL s.r.l.” sita in quella Contrada Campogrande, dove alle ore 03:30 circa, dopo aver danneggiato e tagliato la rete di recinsione, entravano all’interno ed asportavano un cospicuo quantitativo di cavi di rame per complessi metri 3.000, distaccandoli dall’impianto fotovoltaico e caricandoli sull’autocarro, per un danno e valore complessivo di € 150.000,00.
I soggetti venivano intercettati dopo aver rubato «l’oro rosso» e successivamente seguiti e prontamente circondati, immobilizzati e ammanettati, recuperando tutto il materiale saccheggiato, risultato del peso complessivo di qt. 50, che veniva recuperato e sottoposto a sequestro in attesa di essere restituito al legittimo proprietario, unitamente ai due veicoli utilizzati.
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