Possono dirsi soddisfatti gli eredi di Tullio Crali, la signora Anna e le sue figlie, per aver vinto l’appello del Mart, salvo il caso quest’ultimo non ricorra alla cassazione. Già il Tribunale di Milano, con una sentenza depositata il 21 dicembre 2015, dichiarava il museo “inadempiente” rispetto alla volontà dell’artista che aveva donato le sue opere in cambio della loro valorizzazione mediante esposizioni e mostre in Italia e all’estero. I 42 quadri donati al Mart coprono il lavoro di diversi decenni con tele dipinte a olio, come la celeberrima “Incuneandosi nell’abitato” una delle più importanti dell’aeropittura futurista, fino alle Sassintesi, opere polimateriche sconfinanti nell’astrattismo. La vicenda ha inizio nel 2009 quando, dopo la morte del figlio Massimo e di sua madre, che già lamentavano la scarsa attenzione del museo verso la donazione, la signora Anna e le sue figlie hanno cercato di sollecitare le varie autorità competenti con il discreto richiamo di esporre, se non proprio tutte, almeno alcune delle opere nei propri spazi o a Casa Depero, un autore molto amato da Crali. Non solo il desiderio non è stato esaudito, ma non c’è stata mai una risposta precisa da parte del museo. Da qui la scintilla che ha scatenato la reazione della famiglia sfociata nella denuncia contro il Mart per inadempimento, con la richiesta di restituzione di tutte le opere. Per i familiari, con quest'ultimo verdetto d'appello, si avvicina il momento di potersi occupare del patrimonio con l'obiettivo di far circolare le opere per la fruizione del più vasto pubblico.
Intanto a Senigallia fino al 2 settembre luglio si possono ammirare tre opere di Crali esposte alla mostra "Venti Futuristi" a cura di Stefano Papetti, e sono "Ballelica, "Le forze della curva" e "I naviganti".
Tullio Crali nasce nel 1910 a Igalo, in Dalmazia (attuale Montenegro). Scopre il futurismo nel 1925 e rimarrà fedele al movimento per tutta la vita. Nel 1929 nasce l’aeropittura, una particolare declinazione del futurismo che esalta il volo, la velocità e il dinamismo dell’aeroplano. Crali era un grande appassionato di volo. Conosce Marinetti, diventando suo grande amico, ed entra così a far parte del Movimento Futurista.
Nel 1932 espone le sue opere a Parigi in una mostra di aeropittori italiani. In questi anni Crali si interessa anche di moda, creando degli abiti futuristi. Il blazer senza risvolti e senza tasche sono sue creazioni che verranno riprese dai grandi stilisti. Fu docente di disegno e Storia dell’arte e visse a Torino, Parigi, al Cairo Milano dove morì nel 2000. Per sua volontà è sepolto nel cimitero di Macerata insieme al figlio Massimo deceduto nel 2008.
Foto di copertina: Tullio Crali, Incuneandosi nell'abitato, 1939, olio su tela, 130 x 155.
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