Nel TESSERINO SANITARIO UN MICROCHIP PER RACCOGLIERE LA STORIA CLINICA DEL PAZIENTE

Daniele Massaccesi, medico di famiglia, invita il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, a rivedere il meccanismo della raccolta dati regionale, dei pazienti. La proposta di Massaccesi è pratica più che innovativa. Per spiegarla ricorre all’esempio del bancomat il cui microchip ci permette di avere in tempo reale e immediato tutte le notizie sui nostri conti bancari, di pagare le bollette o di fare una ricarica telefonica, di acquistare su internet o fare spesa sotto casa. Altrettanto si potrebbe fare, suggerisce Massaccesi, con la tessera sanitaria che già tutti abbiamo nel nostro portafoglio: esami di laboratorio o di altro genere, terapie mediche, diagnosi delle malattie, consulenza specialistiche, interventi chirurgici, tutto potrebbe essere caricato su questa tessera in modo che ognuno porta sempre con sé, per ogni evenienza, la propria storia sanitaria e la propria cartella clinica. Ciò, oltre all’indubbia qualità della sanità, permetterebbe, per esempio, di evitare di ripetere esami o diminuire eventuali casi di malasanità perché magari non è stata segnalata in modo chiara un’allergia a qualche farmaco. “Nella cartella, spiega Massaccesi, c’è tutta la storia clinica del paziente, con tutte le notizie importanti disponibile per tutti, e l’accesso è garantito sia per informarsi sia per aggiornare le condizioni del paziente ogni volta che viene sottoposto a qualsiasi intervento sanitario.” E non ci sarebbe neanche il problema di una eventuale violazione della privacy del paziente. “In un momento storico come questo, dove la violazione della privacy diventa importante anche perché qualcuno potrebbe accedere a questi dati personali e utilizzarli in mille modi, magari semplicemente scombinando la cartella o mettendo dei dati sbagliati, si può lavorare perché sia il paziente stesso il titolare unico dei dati. Ognuno può crearsi nel proprio domicilio una cartella on line dove salvare di volta in volta i dati del tesserino in modo che, anche in caso di perdita della tessera sanitaria, ne esista un backup da copiare ogni volta che serve.” Massacesi suggerisce infine, anche di mettere in rete anche tutti i dati dei medici di medicina generale e attraverso questi elaborare le statistiche sulle malattie e sui malati e valutare meglio la distribuzione e la frequenza delle malattie e gli eventi di rilevanza sanitaria nella popolazione analizzando le loro cause, il decorso e le conseguenze.

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