La sconfitta del Partito democratico nelle Marche è netta e grave. Inutile nasconderlo. Inutile pensare che sia solo un problema dell’Italia che guarda a destra, astensionismo, disaffezione. È tempo di dialogare alla luce del sole. Troppo facile pensare che sia solo un problema nazionale. Un’analisi insufficiente che non tiene conto dei gravi problemi che abbiamo nei territori, di un partito che non ha spinta, che è autoreferenziale, che rischia di chiudersi in un recinto sempre più stretto: si fa la domanda e si dà la risposta, si dà ragione da solo. Come sindaci viviamo situazioni complicate e spesso ci sentiamo soli. E sentendoci soli noi figuriamoci come si sentono e cosa pensano i cittadini. Siamo nel Pd e abbiamo bisogno di un Pd diverso, rinnovato, dove non si pensa alle poltrone (che con l’aria che tira sono sgabelli ed è probabile che non ci saranno neppure quelli) ma ai problemi veri, alle risposte da dare, alla concretezza. Neppure gli appelli ad una unità di facciata e proposta per non cambiare mai niente ci sembra utile. Pd, svegliati e cambia. Se non lo fai dopo sconfitte amministrative in serie, se non hai uno scatto di orgoglio e di vitalità al prossimo giro registreremo nuove sconfitte. Per questo motivo, con spirito autocritico e non autodistruttivo, chiediamo che immediatamente si apra una discussione in cui si dialoghi e ci si confronti, alla luce del sole di fronte ai cittadini e non nelle segrete stanze, abbandonando violenze verbali e attacchi personali. Proviamo ad avviare questo percorso positivo. E ci rivolgiamo innanzitutto ai colleghi sindaci.
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