In giorni in cui gli appelli ad un consumo corretto, equilibrato e parsimonioso dell’acqua si sprecano, non è certamente un bel vedere quei potenti getti d’acqua che innaffiano generosamente i campi delle nostre campagne. “Quando non ci sono problemi di siccità, guardi e chiudi un occhio ma oggi questo non è possibile, ci dice il recanatese Pietro Belelli del Country House “I Gelsi” che si trova nella bella campagna maceratese. “E’ una irrigazione un po’ preistorica mentre oggi sarebbe opportuno trovare metodi più moderni e meno dispendiosi. Teniamo presente che tutta quest’acqua, che viene riversata nel terreno, è assorbita solo in parte mentre molta viene dispersa nei fossi.” Da lui, da sempre appassionato di campagna e di cavalli viene, quindi, l’invito alle istituzioni di imporre l’uso di un tipo di irrigazione più moderna e meno sprecona di acqua. “Inutile chiudere i rubinetti delle case se poi viene usata in modo spropositata acqua potabile per irrigare i campi. Si possono, per esempio, utilizzare piccoli tubi posti in mezzo ai campi lungo le piantine che irrigano goccia a goccia l’acqua senza spreco e senza tutto quel rumore che sentiamo, specie di notte. Non voglio creare problemi a chi lavora ma chiedo solo di farlo in maniera più moderna e razionale. E’ vero che sarà necessario un intervento economico iniziale ma ne va della tutela dell’ambiente e di un bene prezioso come è l’acqua.” Belelli confessa anche di essersi rivolto sia all’Arpam che alla PM di Macerata ma senza alcun risultato concreto. Ma chi ricorre a questo tipo di irrigazione ha dalla sua parte altre particolari ragioni. Un agricoltore ci dice che avviene di notte perché c’è meno dispersione d’acqua dovuta al calore del giorno, l’irrigazione moderna è parecchio onerosa ed impegnerebbe un investimento notevole ed infine si paga 100 euro ogni volta che si irriga.
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