l’elenco della spesa per l’assistenza

L’Amministrazione Comunale di Recanati, in base alla normativa vigente, ha pubblicato proprio in questi giorni l’elenco di tutti coloro che per un motivo o l’altro hanno ottenuto un picciolo aiuto per andare avanti. Ben 168 paginecon tanto di sigla del beneficiario, il motivo, l’importo, l’atto deliberativo e la normativa in base alla quale quei pochi spiccioli sono arrivati nelle sue tasche. A fare veramente tristezza sono quelle 100, 200 o 300 euro concesse per fare la spesa con la family card, i 20 nuclei familiari che hanno avuto bisogno di un aiuto per pagare l’affitto o le oltre 60 famiglie che hanno attinto ai fondi della legge regionale 30 per chiudere qualche buco economico in famiglia. Sono oltre 20 i nuclei familiari a cui l’Amministrazione ha concesso un aiuto motivandolo con il loro stato di indigenza: si va da pochi spicci a cifre anche importanti, superiori ai 10 mila euro in un anno e a questi si aggiungono le altre circa 15 persone che nel 2016 hanno percepito un contributo per un massimo di 1500 euro come sostegno all’occupazione. Storie triste di chi non ha lavoro e magari neanche una famiglia di riferimento a cui chiedere aiuto, storie anche di chi viene da paesi lontani e cerca disperatamente di rifarsi una vita dignitosa. Ci sono anche gli aiuti concessi per agevolare la frequenza scolastica, dal nido alle superiori, dall’acquisto dei libri alla fruizione del servizio mensa e trasporto o al voucher per l’abbattimento della retta di frequenza, o quelli per superare situazioni di disagio fisico perché si è anziani o disabili. Piccole cifre che servono a pagare l’assistenza domiciliare, il trasporto per le terapie o a “compensare” l’impegno di una borsa lavoro (sono 36 i fruitori). Sotto forma di contributo viene erogato anche l’aiuto a 17 persone che, ospiti di strutture residenziali, debbono far fronte al pagamento della retta: qui si va da un massimo di 20 mila euro ad un minimo di 450 concessi nel 2016 in base al reddito Isee e alla presenza o meno di parenti in grado di dare una mano. Resta irrisolto il nodo di coloro che sono ospiti della struttura recanatese per i quali un tempo vigeva un accordo fra i due Enti, il Comune e la Fondazione Ircer, di un contributo non ad personam ma forfettario per la gestione. 

antonio tubaldi

 

;

Lascia un commento