Mauro Mengoni, ristoratore, parla dell’accoglienza turistica a Recanati

Non si smorzano le polemiche sul nuovo punto di informazione turistica che si trova nell’ex chiesetta di San Pietrino, davanti casa Leopardi, che da quando è passato sotto la gestione della cooperativa Spazio Museo di Perugia si è dato un volto nuovo con la possibilità, da parte del turista, non solo di ricevere informazione ma anche di poter degustare e acquistare prodotti tipici del luogo. Mauro Mengoni gestisce il ristorante “Osteria di via Leopardi”, che sorge proprio a fianco del nuovo punto Iat, e la cosa non gli garba per nulla. “Il mio, dice, non è un fastidio commerciale ma di principio. L’Amministrazione comunale da’  un milione  e 600 mila euro in 9 anni ad una impresa privata per permettergli di fare commercio. Allora l’Amministrazione dovrebbe dare la stessa cifra a tutti i commercianti di Recanati per permettere loro di fare altrettanto invece di farli chiudere come avviene adesso. Spero solo che siano rispettate tutte le regole che un comune ristoratore è chiamato a seguire.” Mengoni si riferisce al numero dei servizi igienici, alla formazione dei dipendenti,  autorizzazioni sanitarie e verifiche periodiche di idoneità.

Poi c’è tutto l’aspetto dell’accoglienza turistica che registra dei passi indietro secondo Mengoni che è stato per diversi anni presidente dell’associazione degli operatori turistici di Recanati. Ci mostra due guide turistiche realizzate a suo tempo una dall’associazione a costo zero per l’Amministrazione e distribuita gratuitamente e l’altra direttamente dal Comune che veniva venduta a due euro. “Ne hanno vendute 7 mila copie incassando 14 mila euro. Ce ne sono ancora credo 3 mila copie nei magazzini del Comune ma non viene più distribuita. Oggi, invece, distribuiscono una guida che è un foglio che riproduce solo la piantina dei monumenti della città.”

Che fine ha fatto, poi, lo studio, costato 12.000 euro, per promuovere il brand Recanati? “Ad occhio e croce è probabile che il numero dei turisti in città sia dimezzato, commenta ancora Mengoni,  anche perché se durante l’estate piove tutti i turisti del mare si riversano ovviamente nelle città vicine ad iniziare proprio da Recanati e ci sono 5/6 mila persone in più. Quest’anno siamo stati penalizzati dalla bella stagione e dal caldo e secondo me la gente è stata molto di meno rispetto al passato.” 

Infine tocca il tasto dolente del centro storico, sempre più deserto e povero di attività. E’ un cane che si morde la coda: “nel centro storico i pedoni non vengono perché non hanno motivo in quanto il centro non ha nessuna appetibilità. Mancano i negozi perché non si è più stimolati a fare un certo tipo di commercio per una serie di difficoltà e mancanza di incentivi. Bisognerebbe incentivare il commercio, magari non pagando il suolo pubblico o con altre facilitazioni o mutui agevolati. Anche chi affitta si dovrebbe rendere conto che certi canoni esosi non sono giustificati.”

 

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