Uno dei primi bambini vaccinati in Italia fu Giacomo Leopardi

Uno dei primi bambini vaccinati in Italia è stato il poeta Giacomo Leopardi. Notizia che non ricorre spesso nei libri di storia e di letteratura ma che è stata resa nota da Donatella Donati, da tempo appassionata cultrice della storia della nobile famiglia recanatese, nel corso dell’incontro, tenutosi a Porto Recanati, per la consegna del premio “la Ginestra” all’illustre economista Giulio Sapelli. Donati, allacciandosi ad una tematica molto discussa in questi giorni in tutta Italia, ha raccontato che il conte Monaldo, poco più che ventenne, giovanissimo padre di Giacomo, “quando ebbe notizia della sperimentazione in atto del vaccino contro il vaiolo, volle farlo venire a Recanati per poterlo provare subito sui suoi tre bambini, Giacomo che allora aveva 3 anni, Carlo 2 e Paolina che ne aveva uno solo. Siamo nel 1801 e Monaldo mandò addirittura una persona a ritirare il vaccino a Genova dalla famiglia Doge. Fu un’esperienza che lui stesso racconta nella sua autobiografia, momento per momento dello svolgimento delle fasi di questa sua eroica azione che vedeva come testimone proprio i suoi bambini. Sappiamo, quindi, spiega ancora la Donati, di quanta forza abbia avuto Giacomo, che non ha reagito neanche con la febbre alla somministrazione del vaccino, e di come, invece, sia andata un po’ meno bene per gli altri due bambini che ebbero pustole sanguinanti e furono bisognosi di cure per lunghi giorni ma che furono resi immuni per sempre da questa malattia orribile che sfigurava il volto anche agli appartenenti alle famiglie reali, non guardava in faccia a nessuno ed era veramente una peste per l’umanità di quel tempo.” La Donati, nella sua relazione, sottolinea quindi come all’interno della famiglia di Giacomo Leopardi ci fosse un’attenzione particolare alla scienza e si nutrisse molta fiducia in essa. Cosa non scontata, invece, ai tempi nostri viste le polemiche e l’accesa discussione in atto sulla validità delle vaccinazioni e sulla diffidenza, purtroppo, nella scienza.  In questi giorni, a poche ore dall’avvio del nuovo anno scolastico, si sono registrate lunghe file davanti all’ambulatorio del servizio vaccinazioni, spostato a fine agosto dalla tradizionale sede di via Bonfini alla struttura del Santa Lucia, vicino alla sala di aspetto di chi è in attesa del prelievo di sangue: una collocazione, visto il grande afflusso di mamme e bambini di queste ore, non proprio azzeccata sia per l’esiguità degli spazi sia per la confusione che si crea anche se per evitare tutto questo l’orario delle vaccinazioni è stato spostato alle 9.30, quando il servizio prelievi è ormai terminato.

 

 

;

Lascia un commento