I sindacati della scuola a confronto con i parlamentari maceratesi: manca personale per laboratori e amministrazione

Portare a Roma le istanze della scuola marchigiana e mettere mano a un organico insufficiente, soprattutto se si ha a che fare con un territorio martoriato dal terremoto. È questo il compito che le segretarie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal hanno affidato ai parlamentari Piergiorgio Carrescia, Irene Manzi e Mario Morgoni al termine di un confronto serrato che si è tenuto ieri, lunedì 11 settembre, a Civitanova. All'incontro era presente anche una delegazione di personale Ata. Ed è proprio per l'assenza di queste figure professionali che la scuola marchigiana rischia di non funzionare. Le Marche sono la regione che ha ottenuto meno personale ATA per le proprie scuole in tutta Italia: appena 42 posti in più rispetto a un organico di diritto di 5.949 che è stato progressivamente limato nel corso degli anni. Nell'anno scolastico 2015/2016 erano 6.139 le unità necessarie per far funzionare la scuola delle Marche.

Anche a parità di condizioni – ma così non è viste le situazioni legate al lungo ritorno alla normalità dopo il sisma – è estremamente difficile far ripartire le scuole se si contano l'aumento di complessità di compiti amministrativi e gestionali, l'aumentato utilizzo di spazi fisici (aule multimediali, spazi disabilità), palestre, nuove tecnologie, laboratori e officine virtuali. Senza contare il blocco inserito nella Finanziaria 2015 che ha reso impossibile sostituire il personale tecnico e amministrativo anche in caso di assenza prolungata per malattia. Leonilde Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Ugo Barbi (Snals Confsal) hanno ricevuto dal parlamentari la promessa di esporre al Governo sia i temi nazionali, sia per quelli marchigiani, una necessità da esporre al Ministero dell'Istruzione sia per il mondo della scuola, sia per la tutela del territorio.  

 

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