la mappa della città con troppe dimenticanze

Recanati patria di Giacomo Leopardi. Punto. E Beniamino Gigli? E Lorenzo Lotto? E il museo dell’emigrazione, unico in tutta la regione anche per il suo approccio multimediale? Completamente dimenticati nel cartellone della pianta della città di Recanati che fa bella mostra di sé all’ingresso pedonale del parcheggio del Centro Città. Realizzata dalla società che gestisce il parcheggio, la Sis di Perugia, il cartellone riporta la strada per raggiungere, uscendo appunto dal parcheggio, piazza Leopardi, il Chiostro di Sant’Agostino con la famosa “Torre del Passero Solitario”, il Colle dell’Infinito e casa Leopardi.

Nel percorso, utile strumento per i turisti, si salta a piè pari, pur trovandosi di strada, il teatro Persiani con il museo dedicato al tenore Beniamino Gigli né viene indicata la sua tomba, che si trova al civico cimitero poco distante dal centro storico della città, che oggi è oggetto di un importante intervento di restauro da parte dell’Amministrazione.

Nessuna traccia sulla mappa del museo di Villa Colloredo Mels che racchiude opere famose di Lorenzo Lotto come l’Annunciazione e la Bolla Aurea (ancora conservata con il rarissimo sigillo d’oro) con cui l’imperatore Federico II elevò a città Recanati e le concesse di costruire un porto sull’Adriatico. Qui, oltre ai cimeli legati all’impresa sportiva del  campione di motociclismo Franco Uncini, è stato realizzato il museo dell’emigrazione, meta sempre più di persone alla ricerca delle proprie origini in quanto, attraverso un sistema multimediale, si può andare alla scoperta di lontani parenti emigrati all'estero inserendo semplicemente il cognome in un ricco database.

Nessuna segnalazione neanche per il castello di Montefiore, realizzato verso la fine del XIII secolo, che, seppur distante dal centro città e difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, rappresenta, nonostante il grave stato di degrado in cui si trova, un importante cimelio storico della città. Insomma, Recanati non è solo Giacomo Leopardi e forse è il caso di farlo sapere a quelli di Perugia che sembrano che non siano in perfetta sintonia con la cooperativa, anch’essa umbra, Sistema Museo a cui è stato affidato dal Comune, per una spesa di circa 175 mila euro all’anno per nove anni, il marketing della promozione turistica e la gestione dei musei.

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