I dirigenti dell'Asur regionale Marche sfiduciati dal Consiglio Comunale di Cingoli. Al Presidente della Repubblica verrà chiesto di garantire l'uniformità di trattamento e l'osservanza del principio di uguaglianza.
20 settembre 2017. L'atto di sfiducia è il primo passo di un territorio che muove pesanti accuse ai dirigenti Asur delle Marche quello approvato lunedì sera dal Consiglio Comunale di Cingoli all'unanimità dei presenti. E per quanto non abbia l'attitudine a determinare conseguenze immediate, in quanto questi dirigenti sono legati a doppio filo nel rapporto di fiducia con il Presidente della Regione, è un atto che comunque ha la sua caratura istituzionale.
I dirigenti, indipendentemente da chi li abbia nominati dovrebbero garantire l'imparzialità e il buon andamento dell'Amministrazione che dirigono, proprio perchè dovrebbero essere al servizio della Nazione e questa è formata da Comuni, Regioni e Stato ex artt.97 e 114 Cost.
Richiamo la Costituzione perchè a quella dovrebbero aver reso giuramento, ricordando che il servizio alla Nazione si realizza attraverso il principio di legalità e di solidarietà.
Il Comune di Cingoli è stato colpito dal Sisma che un anno fa ha distrutto una larga parte del territorio della Provincia di Macerata ed è all'interno del c.d. "cratere Sismico".
Nonostante tutto questo, dopo 2 mesi dai crolli e dallo spaventoso evento, l'Asur regionale a gennaio di quest'anno ha trasformato il PPI in Punto di Assistenza territoriale, una specie di "infermieria" che fin'ora ha svolto questa funzione: accompagnano le persone che si sono presentate al Pronto soccorso verso l'ospedale di Jesi.
Uno sperpero di risorse pubbliche, perchè con lo stesso personale medico e sanitario in servizio a Cingoli, prima di questo depauperamento del servizio sanitario, era perfettamente funzionante il PPI.
Un danno a migliaia di persone particolarmente provate e bisognose di assistenza non solo sanitaria.
Hanno compiuto un atto di discriminazione territoriale, perchè altri Ospedali, di altri Comuni persino fuori dal cratere sismico, hanno mantenuto il servizio del PPI.
Ma non basta.
Anche il servizio di radiologia è stato reso una specie di simulacro con questo nome: funziona ad horas poichè l'unico sanitario presente viene impiegato anche a Jesi.
I 40 degenti, per la maggior parte anziani e sottoposti a terapie post acuzie, possono fare a meno della radiologia, l'ecografia, il servizio analisi (oggi affidato in parte alle Poct) in un Ospedale ?
Ed ancora: la TAC donata dalla Fondazione Carima e costata mezzo milione di euro è <<parcheggiata>> con una funzionalità prossima allo zero, con grave pregiudizio per la rapida obsolescenza di queste tecnologie.
Ci sono sufficienti argomentazioni per segnalare la responsabilità dirigenziale e per un provvedimento di rimozione.
A seguito della mozione, stamani invierò una richiesto di intervento al Presidente della Repubblica Mattarella. Mi pare che avesse detto: "non vi lasceremo soli".
Ma noi chiediamo semplicemente di rispristinare l'ordinario rispetto della Costituzione che a noi appare così calpestata e vilipesa e Mattarella ne è il garante.
Ci sentiamo umiliati e profondamente prostrati.
E siamo stanchi di dover manifestare ogni volta sotto il Palazzo della Regione per il riconoscimento di questi che sono i diritti fondamentali ex art.32 Cost.
A nostro giudizio questi dirigenti possono tornare alle loro occupazioni naturali.
Filippo Saltamartini
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