Massimo Corvatta: il mio impegno nel PD per la partecipazione e l’unità del partito

Dopo l'assemblea di circolo di sabato scorso vorrei ringraziare tutti gli iscritti che hanno partecipato dando il loro contributo alla vita democratica del nostro partito.
I miei complimenti vanno al nuovo segretario cittadino Andrea Marinelli per il successo ottenuto con l'augurio di un buon lavoro per la crescita del nostro circolo. Una crescita alla quale, con gli amici che hanno sostenuto la mia candidatura, vogliamo contribuire con le nostre idee, i nostri spunti, le nostre opinioni, per affrontare insieme le sfide che ci attendono. A partire dalle prossime elezioni politiche fino all'importantissimo appuntamento con le elezioni comunali del 2019.

Conosciamo tutti e siamo ben consapevoli delle difficoltà che questi appuntamenti ci metteranno di fronte: la sfida alla destra conservatrice e al suo prepotente tentativo di tornare a governare il paese, i rigurgiti della nuova destra ultranazionalista e il populismo del movimento cinque stelle che, facendo leva sulla rabbia e sulla sfiducia diffusa, propongono idee e soluzioni che pensavamo di aver consegnato al giudizio della storia. Di fronte a queste sfide sarà necessario, anche a livello cittadino, un partito nuovo, che sappia uscire dalle segrete stanze, che sappia aprirsi all'esterno, che sappia ascoltare le esigenze e i bisogni che vengono dalle persone.
Non è più il tempo, neanche a Recanati, del partito dei notabili, del partito dei soliti noti che decidono e si dividono posizioni, del partito dove contano più i regolamenti, le tessere, i cavilli che le persone e le loro vere esigenze. La partecipazione deve diventare un metodo, non una parola vuota da usare nelle grandi occasioni e riporre un minuto dopo la fine di una tornata elettorale o di un congresso.
Occorrerà fare uno scatto. Sarà necessario, dunque, aprire a persone nuove, libere da condizionamenti esterni e dalla necessità di difendere posizioni acquisite. Persone che sappiano pensare liberamente, che sappiano ascoltare e proporre, che sappiano mettersi in gioco e rischiare in prima persona.

Non mancherà certo il nostro contributo per ripensare il circolo locale.
Un circolo che torni a essere stimolo per la discussione sui grandi temi nazionali: il lavoro, la dignità delle persone, i diritti civili anche, ad esempio, riproponendo e rilanciando l'appuntamento annuale con la festa democratica, ormai da anni abbandonato, e che invece, era sempre stato occasione di apertura, confronto e dialogo. Un circolo che nel rapporto con l'amministrazione, con convinzione e senza ambiguità, sappia dare valore e sostegno all'attività e all'operato del nostro sindaco, della giunta e del gruppo consiliare, che ringraziamo per l'ottimo lavoro svolto in questi anni, e questo, fuori da ogni calcolo o ambizione personale.
Un circolo aperto a persone e idee nuove, dove la sede non sia solo luogo di riunione per stanchi direttivi ma centro di ascolto e confronto, occasione di dialogo, punto di riferimento per iscritti, simpatizzanti e persone che abbiano semplicemente qualcosa da dirci. Un circolo veramente democratico che scelga e promuova le primarie come fondamentale strumento per la scelta dei propri rappresentanti e amministratori. Primarie sempre e a tutti i livelli, a partire da quello cittadino. Primarie vere, libere da vincoli di tesseramento, aperte al confronto, alla partecipazione, al contributo di tutti nell'ottica del motto "I care", mi interessa, mi ci butto, mi ci metto di impegno.
Un circolo pronto al confronto e alla dialettica con gli alleati al governo della città, ma senza prevaricazioni, senza la falsa convinzione di essere sufficienti a se stessi, senza la narcisistica tentazione di rispecchiarsi nel lago, ammirati dalla propria bellezza per poi cadervi e affogare.

Su questa base e con queste idee ci siamo ritrovati e, su questa base e su queste idee, continueremo a impegnarci, ben sapendo che l'assemblea di sabato è stata solo una tappa di un cammino. Noi crediamo nel valore dell'unità del partito, valore da custodire e preservare, non nella fredda e a volte arrogante logica dei numeri, ma nella condivisione dei valori fondamentali del nostro stare insieme: la libertà, la partecipazione attiva, i diritti di tutti. 

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