LAVORI AL COLLE DELL’INFINITO: LE RASSICURAZIONI DI ANDREA MARINELLI, SEGRETARIO PD RECANATI

I lavori che da diverse settimane si svolgono a ritmo serrato sul Colle dell'Infinito, pur se con L'obiettivo di riqualificarlo nel pieno rispetto della sua fisionomia e  degli elementi storici e architettonici, hanno comunque  fatto scattare  l'allarme, testimoniato su diversi social network, tra diversi cittadini preoccupati per l'incolumità dei tanti alberi presenti, circa 150 tra Lecci, Pini e Cedri. In realtà il progetto specifico, finanziato interamente dai fondi del Mibact,  è curato dal Professore emerito Edoardo Biondi del Politecnico di Ancona per la parte sottostante e dal FAI tramite l'architetto Pejrone per la parte superiore relativa all'Orto del Convento di Santo Stefano  e come ulteriore garanzia tutti i dettagli degli interventi sono stati condivisi con il Corpo Forestale. L'obiettivo specifico è quello di mettere a dimora una serie di piante autoctone che vadano a sostituire le siepi di pitosforo ed alloro che in diversi punti si erano sviluppate in modo incontrollato smarrendo la caratteristica  composizione geometrica e si integrino perfettamente con il resto del patrimonio arboreo che resterà quasi inalterato, visto l'abbattimento di sole quindici piante perché  ormai secche e per questo anche pericolose. Certamente l'eliminazione di tutti gli arbusti temporaneamente sta conferendo al Colle quell'immagine brulla che era caratteristica tipica di quel luogo, con la falesia a vista, alla fine dell'Ottocento, come documentano alcune foto. La realizzazione della strada prima e la piantumazione degli alberi poi, con l'esproprio degli orti privati ed il progetto curato dall'architetto Dossart, incaricato dal Fascio di intervenire sul Colle per le Celebrazioni del 1937, hanno mutato radicalmente il Colle ottocentesco rendendolo simile a quello che abbiamo conosciuto sino a ieri. Ora il progetto tenderà  a riqualificare tutto il verde puntando sulle componenti più autoctone, con una maggior cura dei dettagli e delle forme armoniche nell'allestimento di siepi e aiuole, sul consolidamento della cinta muraria e dei muri di contenimento e su un progetto illuminotecnico all'avanguardia curato dalla IGuzzini Illuminazione. Accanto al progetto di cura del verde troveremo poi gli interventi di natura architettonica, come quello sul complesso dell'ex Grottino con tutta l'area che sarà trasformata in una piazza per l'accoglienza dei turisti e le strutture del vecchio bar ripensate come manufatti in vetro ed acciaio. In virtù di tutto questo, mi sento di voler tranquillizzare quanti tra i cittadini dopo i primi interventi , anche a ragione, possano essersi allarmati non conoscendo a fondo la natura complessiva del progetto.  Un progetto che è facile comprendere come al suo  completamento possa essere capace di esaltare al meglio un luogo dalla già magica e profondissima vocazione simbolica, finendo per rappresentare per la nostra Città un punto di svolta fondamentale sia in chiave culturale che turistica.

 

 

;

Lascia un commento