Quando la sanità non è certo a misura di paziente e della sua famiglia

Casi di malasanità, le lunghe attese per eseguire un esame o la mancanza di posti letto: ecco cosa significa una sanità non organizzata a misura del paziente ma solo con gli occhi attenti al portafoglio e al risparmio. Tanti gli esempi e i racconti, a volte veramente drammatici, di chi si scontra con queste situazioni.

Abbiamo già riferito nei giorni scorsi del malore che ha colpito l’anziano sacerdote recanatese, don Vincenzo Quercetti, che una settimana fa è stato soccorso dal 118 nella sua abitazione in via Calcagni. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Civitanova, l’anziano religioso di 91 anni è ora ricoverato a Camerino in quanto per lui non si è riusciti a trovare un posto letto né a Civitanova, né a Torrette né, tanto meno a Macerata. Non è tanto la distanza fra Recanati e Camerino a creare problemi quanto la difficoltà di reperire un mezzo pubblico con cui la sorella Rosa, 89 anni, che da sempre ha vissuto con il fratello, possa recarsi a trovarlo. E’ costretta ogni volta ad appellarsi al buon cuore dei nipoti, di qualche parrocchiano o di mezzi privati.

Un disagio sociale ed economico che generalmente non viene messo in conto dai responsabili della sanità regionale che non sanno cosa significhi aver chiuso l’ospedale di Recanati che, per gli utenti del territorio, era un punto di riferimento prezioso e utile ad alleviare le sofferenze di tanti pazienti e dei loro familiari. Anche di questo si parlerà giovedì prossimo, alle ore 21.15, nella sala Ircer, ex teatrino dell’Assunta, a Recanati all’assemblea pubblica indetta  dal comitato “Salviamo il Punto di Primo Intervento”. All’incontro, introdotto dal portavoce del comitato Marco Buccetti, medico di medicina generale, parteciperanno Pierpaolo Morosini, Professore universitario e Dirigente medico ospedaliero in pensione ed ex direttore ZT8 dell’ASUR, e Luciano Moretti, segretario regionale del sindacato CIMO.

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