L’isola pedonale quando fuori piove e fa freddo scalda di nuovo gli animi dei commercianti

“Ma mi spiegate come si fa il 16 Dicembre, di sabato, a ridosso del Natale, a tenere il centro storico di Recanati chiuso al traffico? Ah, una piccola rettifica… fa freddo e piove. Siete proprio dei geni!” La protesta dei commercianti del centro storico recanatese corre veloce su facebook e la rabbia si fonde con l’ironia per quelle sbarre abbassate sia in via 1° luglio che a Porta Marina per non far transitare le auto. Un’isola pedonale né pubblicizzata né programmata e questo ha fatto infuriare ancor di più i commercianti.

In programma, ma la sera e non il pomeriggio, c’era lo spettacolo di Dario Ballantini, direttamente da Striscia la notizia, accompagnato dalla sua band e dallo spettacolo Raimbow. La pioggia e il freddo alla fine, però, hanno consigliato di rinviare l’appuntamento a domani pomeriggio alle 16,30.

Ma finchè la decisione non è stata ufficiale le sbarre hanno continuato ad essere chiuse e ad impedire il traffico delle auto. Ci son volute telefonate infuocate, arrabbiature e tanta pazienza per far sì che alla fine si riaccendesse “il lume della ragione” e il centro storico ritornasse fruibile anche alle auto. Ma ormai il pomeriggio di acquisti era andato con buona pace di chi conta proprio in queste giornate di shopping natalizio per far quadrare i conti di tutto l’anno.

“Cosi non si può andare avanti, sbotta Sauro Frapiccini, consigliere di minoranza di Forza Italia. Tutto questo dimostra ancora una volta la scarsa collaborazione dell’amministrazione comunale con la categoria che sta subendo danni su danni alla proprio attività”. Il consigliere dice di aver ricevuto decine di messaggi di protesta da parte dei commercianti che non si sentono minimamente considerati e tutelati. “Oltre al danno la beffa perché l’amministrazione sta predisponendo un regolamento per incentivare il commercio nel centro storico destinando ad esso un finanziamento di 200 mila euro. Poi però crea, per mancanza di collaborazione, danni economici incalcolabili perché nessuno pensa di informare gli operatori su quanto viene deciso”.

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