La regione rinvia l’incontro di domani sulla Teuco.

La Regione prende tempo e rinvia l’incontro di domani sul problema Teuco. Ha chiesto al Ministero lumi sulla sussistenza dei requisiti per accogliere la proposta dell’azienda di prorogare altri sei mesi di cassa integrazione. A questo punto, i lavoratori convocati oggi pomeriggio in assemblea per decidere se porre la firma sulla proposta di proroga della cassa integrazione, hanno rinviato, a loro volta, ogni decisione. L’azienda, come abbiamo già riferito ha legato questa sua proposta ad una riduzione del personale a sole 55 unità a fronte della 119 attualmente in forza. Intanto i lavoratori dal primo gennaio non hanno più alcun ammortizzatore sociale, non hanno la possibilità di vedersi pagati gli arretrati da luglio perché con la presentazione della proposta del concordato in bianco da parte dell’azienda, ci dice Giuliano Caracini della Cisl  “tutto è bloccato automaticamente. E’ chiaro che i lavoratori inoltre prima di accettare la proposta dell’azienda della cassa integrazione vogliono delle garanzie che almeno gli arretrati siano pagati e la cassa sia assicuratata da gennaio”. Garanzie che purtroppo non ci sono.  Manuel Broglia della Uil non esclude a questo punto nessun tipo di risoluzione del problema. “Vero è che l'esperienza di Certina che detiene l’80% delle quote Teuco,  è dichiaratamente fallimentare rispetto a questa realtà. Certrina invece che presentare piani di rilancio che prevedano ancora una volta ammortizzatori sociali e licenziamenti di dipendenti, dovrebbe fare un servizio alla comunità, cioè  facilitare l'ingresso di nuovi soci, per facilitare la continuità aziendale prendendo atto del fatto che nonostante le ottime intenzioni che aveva non è riuscita a realizzarle, cercando di difendere il valore importante che ha questa azienda per il territorio”. Vincenzo D’Alessandro della Cgl ha chiesto che “vengano accelerati i percorsi di verifica per quanto riguarda il concordato richiesto perché i lavoratori non possono più attendere. I lavoratori sono stati in cassa gli ultimi sei-sette mesi senza mai lavorare. Siamo nel mese di gennaio senza cassa e con il lavoro che non riprende. L'azienda ci ha detto che prima di un mese e mezzo non riesce a programmare l'eventuale inizio di lavoro per alcune unità mentre tutte le altre dovrebbero continuare a stare casa. Ecco perché chiedo che sia accelerate le verifiche che noi abbiamo fiducia siano fatte in tempi brevi dato che il giudice ha già nominato due commissari prefallimentari”.

 

 

;

Lascia un commento