Una sentenza eccezionale. Ho solo il rammarico che mio padre sia morto prima di questa soddisfazione

Grande è la soddisfazione di Marco Cipolletta, titolare dell’impresa edile recanatese “Aldo Cipolletta srl” e del suo legale, l’avvocato Stefano Benedetti di Macerata per la sentenza, definita “eccezionale”, con la quale l’Alta Corte Europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo accoglie il loro ricorso contro le lungaggini del sistema giudiziario italiano e condanna l'Italia al risarcimento dei danni.

“Non conosciamo ancora bene il testo della sentenza”, ci dice Marco che ha appreso la bella notizia in maniera molto casuale.  Stava da un fornitore, Marinelli di Recanati, ieri mattina verso le 9 quando gli è stato detto dell’articolo comparso sul “Il Sole 24 ore” sulla storia di suo padre. “Sono stato l’unico dei creditori, ricorda, quella volta a presentare questo ricorso a Strasburgo perché non era una cosa facile. Allora nessuno mi ha voluto seguire ma il mio avvocato era molto fiducioso e io ho seguito il suo consiglio”.

Con il suo legale aveva visto anche la possibilità di appellarsi alla legge Pinto, che prevede il risarcimento danni per le lungaggini dei processi, ma la Corte di Cassazione l’ha considerata inapplicabile ai procedimenti di liquidazione amministrativa. Da qui l’idea di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

“Sono creditore della cooperativa per circa 280 milioni di lire di allora, oggi 129.114 euro, un credito riconosciuto in via privilegiata sulla vicenda della cooperativa Le Grazie di Recanati. Parliamo di lavori eseguiti nei primi anni ’80 e in tutto questo tempo sono stati nominati dal Ministero del Lavoro diversi liquidatori ma ad oggi non siamo stati ancora risarciti né sappiamo più nulla. Anzi la procedura di liquidazione è ancora aperta nonostante i 33 anni che sono passati da allora. Alla fine ho paura che non si prenderà più niente”.

Rimane infine l’amarezza per suo padre: “è morto neanche 20 giorni fa senza avere la soddisfazione di vedersi riconosciuto il suo diritto, un riconoscimento non solo giuridico ma soprattutto morale”.

Marco ha rilevata l’azienda dal padre Aldo e la sta portando avanti con sacrificio, perché pesa il lungo periodo della crisi edilizia, come sono pesate, eccome!, le ripercussioni della vicenda, vissuta negli anni ottanta, della cooperativa edile Villaggio Le Grazie di Recanati, una storia che ha segnato politicamente, economicamente e socialmente la vita della città.

Ci son voluti 33 anni per la sentenza: ora quanto tempo sarà ancora necessario perché effettivamente la famiglia Cipolletta si veda restituire quanto è nel suo diritto? Sarà molto difficile che, a distanza di così lungo tempo, riuscirà mai a farsi pagare il credito che vanta, un credito non rivalutabile degli interessi, che non si applicano in questi casi, e che il tempo ha, quindi, eroso in termini di valore.  

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