CHIEDO CHIAREZZA E RISPETTO: ROMPE IL SILENZIO ALESSANDRO BIAGIOLA SFIDUCIATO DAL SINDACO FIORDOMO

Dopo le dichiarazioni del sindaco Fiordomo mi vedo costretto ad una replica.

Innanzitutto è bene che il sindaco chiarisca pubblicamente quali sono i motivi che lo hanno spinto al ritiro delle mie deleghe, motivi che, a suo avviso, sarebbero a conoscenza di tutti ma che al contrario, restano assolutamente sconosciuti. Esigo una spiegazione pubblica soprattutto in virtù di quella trasparenza spesso sbandierata dal primo cittadino, ma che dopo anni di attività politica e  amministrativa ha anche imparato ad omettere lasciando passare chissà quale illazione.
Trasparenza ancor più necessaria visto che si parla di ingenti somme di denaro da gestire, di mancanza di fiducia e della necessità di doverlo fare in prima persona.

Il ritiro delle deleghe come effetto di una ipotetica mancanza di fiducia sulla persona (su quali basi?) disconosce inoltre il valore politico dell’atto ed il ruolo centrale del Partito Democratico da sempre riconosciuto da tutti gli amministratori iscritti. Il fatto che il sindaco abbia svolto in passato i ruoli di segretario e capogruppo del partito è un’aggravante, probabilmente ci si dimentica in fretta delle esperienze fatte, dei valori e dei principi che sono alla base di una comunità.

E aggiungo: non è forse anche grazie al Partito Democratico che Francesco Fiordomo è diventato sindaco? Non è grazie ai voti di tutti i candidati in lista? Non è grazie ai volontari giovani ed anziani che hanno lavorato senza mai chiedere nulla?

Sembra di no, visto che ormai il mantra “non devo rendere conto al partito ma ai cittadini”  viene ripetuto in ogni occasione.

Il partito dunque è un autobus dal quale si sale e si scende a seconda dell'opportunità. Gli assessori, i consiglieri comunali, i dirigenti, i militanti ed i volontari non contano, sono un mezzo per arrivare, non una comunità a cui rendere conto, non un gruppo da coinvolgere.

Eppure il Partito ha delle regole democratiche e tutti dovrebbero rispettarle, anche i sindaci al secondo mandato, a meno che non si ritengano "unti del Signore".

Se ci sono problemi amministrativi devono essere esplicitati, con chiarezza e trasparenza. Sono forse legati alla ridotta disponibilità di tempo in virtù della mia attività in Piazza? Lo considererei pretestuoso, anche perché in questi mesi ho continuato a seguire i lavori pubblici, basti pensare al recupero ed alla riqualificazione dei Giardini Pubblici: è stato proprio il sottoscritto a voler inserire nella variazione di bilancio il loro recupero, nessun altro lo aveva proposto, probabilmente non era ritenuto una priorità.

Per non parlare dell'ampliamento del Palasport che proprio sindaco e delegato allo sport non videro di buon occhio al momento della presentazione del progetto.
Progetto invece fortemente voluto e a cui mi sono dedicato sin dalla sua nascita, fino ai recenti contatti ai fini dell’ampliamento anche dell’area di parcheggio.

Senza considerare poi che ad un anno dalla fine del mandato i lavori pubblici sono ormai impostati grazie alla programmazione fatta in precedenza. E non solo per merito di chi detiene la delega o del sindaco ma per il lavoro degli uffici e la collaborazione degli alleati e delle altre istituzioni. Mi riferisco a Luca Marconi e all'UDC per quanto riguarda il finanziamento di 6 milioni per il Colle dell'Infinito e al FAI per il finanziamento del Mibact per l'Orto-Giardino del Santo Stefano.

Tutto ciò per dire che il lavoro di squadra è la cosa migliore non solo per qualcuno e chi gli sta intorno, ma soprattutto per la città che può crescere, che ha bisogno del sostegno di tutti e soprattutto di chi si mette a disposizione per passione, come afferma il sindaco. Soprattutto dei cittadini e cittadine che vogliono la crescita di Recanati.

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