Situazione sempre più difficile alla Teuco

Di certo c’è solo la richiesta dell’azienda, la Certina Holding, di ben 65 esuberi alla Teuco, l’azienda di arredo bagno di Montelupone che si dibatte da tempo in una profonda crisi. Nessuna novità, infatti, sul fronte della cassa integrazione impantanata in attesa della circolare ministeriale che indichi il percorso da fare; nessuna data certa per la ripresa del lavoro: ci vorranno ancora almeno altri 4 o 5 mesi prima di riaprire i battenti per quei 55 dipendenti che dovrebbero rimanere in organico. Insomma gennaio si chiude per l’azienda, secondo il quadro tracciato oggi pomeriggio dalle organizzazioni sindacali, presenti Giuliano Caracini della Cisl, Manuel Broglia (Uil) e Marco Bracalente (Cgil), in modo davvero drammatico: a nulla per ora sono serviti i numerosi incontri fatti con i lavoratori, la proprietà, la regione e persino direttamente a Roma con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Per i lavoratori, che non vedono né stipendi arretrati né cassa integrazione, una situazione davvero insostenibile a cui non è stata in grado di dare una risposta neanche la Fimag del gruppo Guzzini, che detiene il 20% dell’azienda, né gli istituti bancari del territorio in quanto dal 2018 nelle Marche sono decadute anche le convenzioni stipulate fra organizzazioni sindacali ed istituti bancari. Resta, infine, come una spada di Damocle la definizione della domanda dell’azienda al Tribunale di Macerata di un concordato in bianco cui deve far seguito, entro il 13 febbraio prossimo, la presentazione di un piano industriale credibile per il giudice se non vuole che siano accolte le numerose istanze di fallimento presentate dal novembre scorso.

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