In forse i riti pasquali: i sacconi manifestano tutta la loro preoccupazione

E’ alta la preoccupazione fra i membri della Confraternita della Misericordia, ovvero Morte, di Recanati sullo svolgimento regolare, come è ormai tradizione da secoli, del rito pasquale della Passione che da sempre si tiene nella chiesa di San Vito, edificio oggetto da tempo di un intervento strutturale e di messa a norma. A calmare gli animi interviene il sindaco assicurando che “i lavori stanno andando avanti con grande impegno da parte  delle ditte incaricate con l’obbiettivo di riaprire la storica Chiesa patronale per i riti della Pasqua”. Lo sperano tanto i “sacconi” che curano il rito delle tre ore nel giorno del venerdì santo e seguono la processione del Cristo morto. Alcuni hanno già lanciato un grido di allarme denunciando come sia stata smantella l'intera illuminazione, (realizzata con i soldi della Confraternità),  soppalcato il ripostiglio dove erano riposte anche le scale, etc. Si parla anche che non sarà più possibile neanche l'addobbo delle colonne. Per montare il palco della rappresentazione, se i lavori saranno terminati per le Palme, ci saranno pochi giorni di tempo e sarà necessario l'aiuto degli operai del comune: un impegno che sembra sia stato già assunto dal sindaco stesso. Insomma, sembra che i tempi ristretti costringeranno la Confraternita ad operare in condizioni di emergenza e a dover rinunciare ai vecchi e tradizionali scenari Eppure è una tradizione che dovrebbe essere mantenuta integra. Forse non tutti i recanatesi sanno che alla processione del Venerdì Santo partecipano da secoli anche i rappresentanti di un'altra associazione, che portava il nome di Venerabile Congregazione degli Artisti, che dal 1582 operava nella Chiesa di San Vito e che vestiva i "sacconi" bianchi, abiti messi a disposizione da Casa Leopardi. Quando Giacomo Leopardi era bambino, al momento del passaggio della processione, si nascondeva dietro il portone di casa perché aveva paura degli uomini neri incappucciati che chiamava per questo "i bruttacci".

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