I consiglieri di minoranza Paoletti, Bertini, Frapiccini, Fabbraccio e Baleani sono pronti a votare la sfiducia nei confronti del sindaco Fiordomo qualora la componente di maggioranza, formata dal Pd e dalla lista “Adesso Recanati”, si decidesse a presentarla. Sino ad oggi non è stato protocollato nulla perché pare che siano partite raccomandazioni direttamente da Roma di non agitare troppo le acque prima del voto delle elezioni politiche del 4 marzo. Dopo quella data potrebbe esserci il via libera al regolamento dei conti interno alla maggioranza e al Pd. Le minoranze non saranno certo loro, dicono, a salvare Fiordomo da una sfiducia che viene dal suo partito, il Pd, purchè la mozione si presenti credibile e condivisibile, cioè contenga una critica della gestione dell’attività amministrativa cogliendo alcune delle obiezioni più importanti che hanno caratterizzato la loro azione politica in tutti questi anni. La palla ora passa in mano al sindaco perché toccherà a lui decidere se sottoporsi in Consiglio ad una azione di sfiducia, su iniziativa di parte della sua maggioranza, o accettare le condizioni poste dal suo partito che passano attraverso un rimpasto di giunta e una maggiore condivisione e trasparenza degli atti dell’esecutivo. Insomma, il sindaco nell’ultima riunione del direttivo sarebbe stato rimproverato di fare un po’ troppo quello che vuole senza cercare una condivisione degli atti amministrativi non solo con il partito ma, a quanto pare, neppure con i suoi stessi consiglieri di maggioranza. Certe sedute di Consiglio andate deserte erano proprio la cartina di tornasole del malumore che serpeggia da tempo nella maggioranza. Condizioni, però, a cui Fiordomo non vuol sottostare rivendicando come sindaco la sua piena autonomia dal partito.
;