Anche il Moica Marche di Recanati ha partecipato al progetto del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, finanziato dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, che prevedeva una ricerca sulle famiglie e sui loro bisogni in tema di conciliazione tempi di vita-tempi di lavoro. L’inaugurazione, l’altra sera, della mostra “Creatività al femminile”, allestita dal Moica recanatese quale riconoscimento alla fantasia e alle capacità manuali delle donne, è stata l’occasione per il suo presidente Elisa Cingolani, vice presidente nazionale del movimento femminile, di presentare la realtà cittadina su questa delicata tematica. Alla ricerca hanno partecipato 12 donne recanatesi suddivise in tre fasce di età: dai 31 ai 40 anni, dai 41 ai 50 e dai 51 ai 60. Di queste 11 sono sposate mentre una è separata, 9 sono lavoratrici e 3 casalinghe. Il campione prescelto presenta una situazione occupazionale tutto sommato buona: solo in un caso il coniuge risulta disoccupato mentre gli altri sono occupati (10) e uno pensionato. Su 12 nuclei familiari solo 2 non hanno figli mentre il resto si divide perfettamente a metà fra chi ha in casa bambini ancora in età scolare e chi, invece, ha giovanotti ormai grandi. Che accudisce i bambini? Fortunati chi ha i nonni disponibili, 5 su 12, per gli altri o è la mamma o la baby sitter. E per fortuna che ci sono datori di lavoro abbastanza disponibili a concedere l’orario flessibile o il part time o la possibilità di sostituirsi nel momento del bisogno fra colleghi. Infine la ricerca si è occupata di quelli che sono i tanto sbandierati bonus a favore delle famiglie. Sul campione recanatese 2 hanno ottenuto agevolazioni per l’accesso a mutui o prestiti, una ha usufruito di sconti nell’acquisto dei libri e un’altra per visite mediche; 3, infine, hanno potuto contare su voucher di cura. Insomma, una vita non facile quella della donna madre e lavoratrice! L’obiettivo del progetto, oltre ad avere un report sulle principali esigenze delle famiglie in tema conciliazione vita-lavoro, è quello di riuscire a costruire servizi e soluzioni concrete di cittadinanza attiva delle famiglie, di attivare una rete sociale, specie con la collaborazione delle giovani generazioni, e di predisporre un “Manuale per le famiglie” che riporterà tutte le esperienze dell’iniziativa, l’esito della ricerca nazionale e delle attività di progettazione partecipata realizzate.
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