E’ vero che l’abito non fa il monaco, ma in alcuni casi dall’abito non si può prescindere, in quanto indizio di qualità di ciò che è celato.
Questo è appurato in generale per qualsiasi prodotto presente sul mercato (scarpe, abiti, auto, ecc…) e, in modo particolare, per quelli di natura enogastronomica. Questi ultimi, al momento dell’acquisto, in linea di massima non possono essere testati, a differenza dei primi dove la qualità può essere accertata con una prova. Viceversa, di fronte all’anonimato di uno scaffale in cui sono presenti vini, aceti, birre ed oli, si è dovuti ricorrere ad un’espressione estetica che avvalorasse la già comprovata qualità del contenuto, facendo presagire quello che in molti casi non è possibile, ossia l’assaggio e la bontà dell’assaggio.
Il neuromarketing ha dimostrato che, in una società sempre più veloce come quella Occidentale, si impiegano circa 12 secondi a scegliere di acquistare un prodotto gastronomico dallo scaffale. Si agisce d’impulso, istintivamente, e quindi influenzati da colori, forme, materiali e immagini. “Siamo macchine emotive che pensano”, come scrive il neurologo Antonio Damasio, e attraverso le emozioni l’essere umano dà valore a ciò che lo circonda.
Sulla scia di questi studi, l’ANTICO FRANTOIO GABRIELLONI® ha appena introdotto nel mercato EMILIO, un olio con una veste innovativa, che ha ottenuto il 2° posto alla quinta edizione del PREMIO LE FORME DELL’OLIO, tenutasi a Milano presso il Palazzo delle Stelline.
Il Concorso, a cui partecipano oli da tutto il Mondo, è riservato al packaging e al visual design, ed è organizzato da Luigi Caricato, scrittore e ordinario dell’Accademia dell’olivo di Spoleto. Insieme a lui, a decretare la vincita dell’olio EMILIO, una giuria composta, tra i tanti, dai designer Gianni Pasini e Mauro Olivieri e dalla giornalista del Corriere della Sera Marisa Fumagalli.
Nel link https://www.gabrielloni.it/it/gli-speciali-home/emilio.html l’olio EMILIO.
;