Quel 16 marzo 1978 a Roma…..

il 16 marzo 1978 ero a Roma dove ricoprivo un incarico sindacale nella Segreteria Nazionale dei bancari iscritti alla Uil. Quella mattina alle solite 8,30 ero sceso a far colazione al bar sotto casa nella quale avevo una camera in affitto in via Sicilia, a breve distanza dalle tre centrali confederali. Entrò d’un tratto un uomo stravolto che urlava “hanno rapito Moro qualche minuto fa”. Tutti i presenti finirono in gran fretta il cappuccino ed ognuno se ne andò in grande agitazione, come feci pure io affrettandomi verso la sede del Sindacato che era a due passi.

L’allarme massimo era subito partito dalle centrali sindacali con invito a tutti i dirigenti sindacali presenti sulla piazza di riunirsi subito nella centrale della CGIL, dove mi recai subito insieme ai due, tre colleghi che trovai  in sede, dopo una velocissima  telefonata a mia moglie a casa per informarla di quanto stava accadendo. Le facce dei maggiori dirigenti sindacali che vedevo  arrivare, e ce n’erano  anche certi che avevano combattuto nella guerra mondiale ed in quella partigiana, ancor più feroce della prima, erano contratte e segnate da grande sconcerto.

Nessuno, infatti, aveva idea di quello che stava avvenendo, è vero che erano gli anni del terrorismo ma niente fino a qual momento aveva toccato questo livello. Finita questa veloce convocazione che si concluse, e forse non si poteva pretendere di più al momento, con la raccomandazione di tenere la guardia alta al massimo grado, pronti ad ogni chiamata, con alcuni colleghi volemmo fare un breve giro in macchina per il centro di Roma. Erano le dieci, le undici di mattina ed il centro di Roma faceva impressione, di solito frenetico, rumoroso, affollato, con un traffico caotico, era diventato spettrale, direi angosciante.

Tutti  sappiamo come finì questa tragedia politica, che oggi sta ricostruendo in termini giornalistici insuperabili  sulla Repubblica Ezio Mauro, intervistando esponenti di primo piano del terrorismo dell’epoca, ma la trama politica che si nasconde dietro il caso Moro non pare ancora chiara, nonostante svariati lunghi processi, conclusi perfino con sei ergastoli inflitti a Mario Moretti, capo delle Brigate Rosse responsabili di fatto del rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, una delle figure più significative della nostra Repubblica democratica.

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