Premetto che non ce l’ho col sindaco Fiordomo, neanche quando esterna i suoi (risibili) timori di venire “sgambettato” dagli invidiosi. E tantomeno mi scandalizzo per i manifesti che da qualche giorno giganteggiano nei punti strategici della nostra città ad esaltare i cospicui finanziamenti ottenuti dal Comune per progetti vari, compreso quello di 5,8 milioni erogato dal Ministero dell’Ambiente e finalizzato alla “mitigazione del rischio idrogeologico”.
Ma lo scempio – perché non mi riesce di trovare altro termine – che è stato fatto di recente al Colle dell’Infinito, col taglio indiscriminato della vegetazione che lo caratterizza, non può passare sotto silenzio.
Il Parco Colle dell’Infinito di Recanati, vale la pena ricordarlo, è un bene culturale e paesaggistico censito nel catalogo dei beni culturali della Regione Marche – col n. identificativo 1100119138 – la cui importanza, oltre all’indubbio valore storico-culturale ed estetico, è anche quella di garantire, nella sua parte più a valle, la stabilità del versante, di notevole acclività, grazie alla sua ricca copertura di piante di specie tipiche della flora mediterranea.
L’abbattimento di decine di alberi nella zona al di sotto della strada ex-statale, di cui non si capisce né il motivo né l’utilità, ma il cui sgradevole impatto visivo offende residenti e turisti in uguale misura, restituisce fortissima la percezione di radicale trasformazione del luogo leopardiano e ha reso evidentemente più erodibile quel versante così scosceso.
Viene naturale chiedersi, con non poca apprensione, se sono queste le modalità di intervento che l’amministrazione continuerà a mettere in atto per “mitigare il rischio idrogeologico” del nostro territorio.
Mauro Marconi
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