Non sono un sostenitore del “volemose bene" per spegnere subdolamente il dibattito, il contrasto anche duro, tutt’altro! Ma oggi mi pare che il confronto politico abbia smarrito in misura eccessiva la sua vera funzione dialettica, davvero utile a tutti, di scambio di idee.
Non si entra nel merito dell’altrui punto di vista se non di sfuggita, si respinge a priori.
Nonostante ciò voglio tentare di avviare un approfondimento sul tema, che mi sembra di estrema rilevanza, lanciato ieri da Casaleggio, gestore del motore centrale con la piattaforma Rousseau del M5S, oggi primo partito italiano.
In sintesi Casaleggio propone, per arrivare alla democrazia diretta che scavalcherebbe le organizzazioni politiche tradizionali ( i partiti ), che ognuno esprima il suo personale punto di vista tramite computer facendolo pervenire direttamente al terminale di raccolta dati, preposto ad elaborare definitivamente gli stessi.
Ho cercato, senza riuscire a trovare alcunchè, quale meccanismo di controllo e di garanzia sulla veridicità dei risultati sarebbe previsto.
Tale aspetto per me è fondamentale perché estremamente grave sarebbe il pericolo di svuotamento della democrazia, paradossalmente proprio in nome della democrazia, come è facile intuire.
La civiltà digitale ha comportato grandi utilità, ma nasconde pure inconvenienti ed anche consistenti, per una straordinaria concentrazione di potere in poche mani.
Una gestione malaccorta, talora perfino scellerata, dei partiti politici, della delega che essi ricevono ed esercitano, per me non significa che sarebbe meglio toglierli di mezzo.
La Costituzione non doveva essere amputata dal bicameralismo perfetto, mentre lo si potrebbe tranquillamente fare con il sistema dei partiti politici, anche se ancora non regolamentato come previsto?
Esprimendo queste considerazioni non ritengo di correre il rischio di essere accusato di conservatorismo che, poi, non sempre ha un significato negativo.
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