Recanati città della poesia e dei paletti

Si può parlare di palettomania? A Recanati si, si può dire “città della poesia e dei paletti”. Ne vengono istallati ogni giorno qualcuno di più per la gioia di chi sistematicamente va a piedi e per la disperazione di chi, invece, gira con l’auto e trova sempre meno parcheggi. Il comandante della Polizia Municipale, finita l’emergenza neve, ha messo subito mano al progetto e ha firmato l’ordinanza perché siano apposti paletti parapedonali in diverse zone della città. Ecco quindi gli operai al lavoro a Castelnuovo, in Via del Risorgimento, in Via A. Giunta nell’intersezione con Via Porta d’Osimo, in via Piaggia Castelnuovo davanti la casa natale di Beniamino Gigli, e in centro storico in Via I Luglio (tratto fra i passi carrabili), via Venieri e in Via Moroncini, in prossimità dell’ingresso pedonale ai giardini pubblici. L’ordinanza, si dice, nasce dalle diverse segnalazioni ricevute dai cittadini, che lamentano alcune criticità per la circolazione pedonale, e serve a contribuire ad aumentare la sicurezza stradale.

Insomma, andare a piedi fa bene alla salute e al portafoglio e con le buone o con le cattive bisogna adeguarsi. Per farlo, però, bisognerebbe che a questo tipo di provvedimenti facesse seguito magari un aumentato e più efficiente ed economico servizio di trasporto pubblico. Sembra, infatti, un po’ assurdo che la domenica nel centro storico, anche se spesso desolatamente deserto, sia istituita la zona a traffico limitato, impedendo l’accesso alle auto, ma non ci sia affatto un servizio di trasporto pubblico funzionante. Gli autobus, infatti, viaggiano solo nei giorni feriali interrompendo la loro attività il sabato pomeriggio e l’intero giorno festivo. E chi ha bisogno di muoversi, magari con una certa fretta o con difficoltà motorie, come fa? 

Da qui a parlare della desolazione e della crisi del commercio del centro storico il passo è breve, anzi naturale perché legato proprio alla carenza di parcheggi liberi. Quelli esistenti, infatti, sono o a pagamento con la tariffa massima, o sono gialli, riservati quindi a disabili o ai residenti, peraltro per quest’ultimi con limitazioni di orario per le seconde macchine. Gli spazi bianchi con disco orario di 15 minuti se ne contano sul palmo di una mano. Non ci vuole tanto, poi, a darsi una spiegazione del perché nel centro storico non ci venga più nessuno ed appaia ogni giorno sempre più deserto. E chi osa metterci appena il naso rischia grosso perché un vigile quotidianamente passa con il blocchetto delle multe in mano per sanzionare l’automobilista che si permette solo di fermarsi anche per prendere un caffè o un pacchetto di sigarette. Tolleranza zero, ma a che prezzo! per il cuore della città che pur rappresenta da sempre l’entità di ogni borgo d’Italia. 

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