Un calcio all’arbitro costa una condanna a un 35enne di Recanati. Pena sospesa

E’ stato condannato ad un anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa e, trattandosi di soggetto incensurato, è stata  riconosciuta la condizionale) il recanatese Luca Frapiccini, 35 anni, difeso dagli avvocati Olimpia Frapiccini e Simone Valenti. Il giovane, un focoso calciatore, tre anni fa ad Osimo Stazione, durante un incontro di calcio a 7 fra Riserve Recanati e Atletico Bellezze di Ancona, partita conclusa per 9 a 1 a favore della squadra leopardiana, al 20’ minuto, quando già la sua squadra risultava vincente ed era in superiorità numerica e dopo aver segnato il secondo goal, ha avuto uno scontro con un giocatore avversario e lo aveva pesantemente insultato.

Quando l’arbitro, un 42enne di Osimo, lo ha espulso in un gesto di rabbia gli ha sferrato un calcio all’inguine mandandolo in ospedale con un grave ematoma al testicolo. Il gesto è costato al giocatore ben 5 anni di squalifica dal gioco e ora giunge anche la condanna dal Tribunale dove l’arbitro si è costituito parte civile difeso dall’avvocato Riccardo Leonardi di Ancona. Non si tratta di condanna definitiva bensi' di una condanna di primo grado a cui sicuramente verra' proposto appello nei termini di legge.

L’arbitro si è sempre lamentato anche del fatto che mentre l’intera squadra e la sua dirigenza si era subito scusata del gesto, il giocatore invece non gli aveva mai neanche chiesto scusa non dimostrando alcun pentimento del suo gesto.      

Frapiccini ieri, in sede di udienza, pur ammettendo l'episodio, ha dichiarato di aver sbagliato e che nella sua lunghissima carriera di calciatore,  anche di serie D, mai gli era capitato di perdere le staffe come purtroppo occorso in quella occasione.

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